Questa mattina il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha inoltrato al presidente del Paese, Isaac Herzog, una richiesta di grazia. Nello specifico, vorrebbe ottenere un’immunità preventiva nel processo per frode e corruzione a suo carico da anni. È la prima volta, nella storia di Israele, che un primo ministro si ritrova ad affrontare un procedimento giudiziario mentre è in carica.
La richiesta è lunga 111 pagine; a scriverla è stato l’avvocato Amit Hadad, ed è accompagnata da una lettera dello stesso Netanyahu. Il legale spiega come solo cancellando i processi nei quali è coinvolto, il capo del governo potrà «concentrare tutto il suo tempo, le sue capacità e le sue energie» nel proprio lavoro. Il testo fa riferimento anche al fatto che, circa due settimane fa, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva già chiesto a Herzog di concedere la grazia.
Perché la grazia è così importante per Netanyahu?
Un portavoce ha confermato il fatto che il presidente abbia ricevuto la richiesta; Herzog la valuterà «in maniera responsabile». Come previsto dalla legge israeliana, egli può graziare persone condannate, ma può farlo ancora prima della conclusione del procedimento giudiziario, nel caso in cui ritenga che la grazia sia nell’interesse pubblico.
Molte persone considerano il processo come uno dei motivi principali per cui, negli ultimi due anni, Netanyahu ha ostacolato il raggiungimento del cessate il fuoco a Gaza. Fino alla conclusione della guerra, infatti, il premier può chiedere il rinvio delle udienze e rimandare la sentenza. In caso di condanna, potrebbe dover dimettersi e, in assenza della protezione garantita dall’incarico, rischierebbe il carcere.
Federica Checchia





