Nello spazio di LetteralMente Donna una donna eccezionale che ha saputo distinguersi nel campo dell’arte divenendo pioniera ed inventrice del fotomontaggio artistico ed uno dei maggiori esponenti del dadaismo tedesco. Il suo nome è Hanna Hoch e questa è la sua storia.
Hanna Hoch e il dadaismo

“Vorrei cancellare i confini fissi che noi umani abbiamo tracciato con ostinata certezza intorno a tutto ciò che è arrivato alla nostra portata. Dipingo per dare forma e rendere visibile questo desiderio. Vorrei mostrare che il piccolo può anche essere grande e che il grande è anche piccolo; solo il punto di vista su cui basiamo il nostro giudizio è scelto diversamente… Vorrei rappresentare il mondo oggi come lo vede una formica, domani come potrebbe vederlo la luna”. Queste parole di Hannah Hoch, riportate dalla Berlinische Galerie, rispecchiano a pieno quella che è la missione della sua arte e la sfida proposta al pubblico dell’abbandono delle percezioni visive tradizionali. Un’idea che ha portato la celebre artista tedesca ad ispirarsi a diverse correnti artistiche come l’espressionismo tedesco, l’astrattismo, il surrealismo, il costruttivismo sovietico e soprattutto il dadaismo.
Di questo movimento artistico d’avanguardia fiorito nei primo ventennio del 900′ è stata, sebbene erroneamente esclusa da alcuni, una delle maggiori esponenti nonché unica donna presente in Germania. Ad avvicinarla a questa nuova avanguardia artistica che disprezzava qualsiasi forma e regola sociale ideato in Svizzera da Tristan Tzara, fu nel 1915,il pittore, scultore e fotografo austriaco Raoul Hausmann con il quale ebbe una difficile relazione per 7 anni. Hausmann infatti era sposato, aveva una figlia, non ne voleva sapere di interrompere il suo matrimonio ed inoltre per la Hoch il suo atteggiamento era molto ipocrita nei confronti dell’emancipazione femminile.
Il fotomontaggio e la critica sociale
Durante in viaggio ad Usedom, un piccolo villaggio di pescatori, Hannah Hoch e Raoul Hausmann notarono un alcune foto di un granatiere di fronte ad un caserma il cui volto era sostituito da teste incollate. Questo fu l’episodio in cui nacque l’idea del fotomontaggio artistico di cui spesso entrambi sono considerati gli inventori anche se poi diversi esponenti dadaisti tedeschi se ne attribuirono il merito. Il termine fotomontage venne ideato dai dadaisti tedeschi prendendo spunto dal termine tedesco montieren (assemblare) per cui questi artisti definivano soprattutto “ingegneri” e montatori”. Questa nuova forma arte venne usata, come dalla stessa Hoch nelle sue prime opere ad esempio la famosissima “Cut with the Dada Kitchen Knife through the Last Weimar Beer-Belly Cultural Epoch in Germany” quale strumento di critica politica, idelogica e sociale al governo di Weimar.
Il pionierismo della Hoch la spinse inoltre ad affrontare la questione femminista in rapporto alla società del tempo. In particolare la Hoch criticava l’ideale di donna nuova dell’epoca, la deludente politica di uguaglianza di genere di Weimar e la visione maschilista della società del tempo. Un esempio di questo è il collage “The Beautiful Girl”. Inoltre dopo la fine della relazione con Hausmann e il nuovo rapporto con la scrittrice olandese Til Brugman, non esitò ad affrontare anche il tema dell’omosessualità. Il tutto con una impostazione artistica che sfidava lo spettatore a mettere in discussione la percezione visiva e ideologica della realtà del tempo.
L’oscurantismo e la riscoperta
Durante il regime nazista l’arte di Hannah Hoch visse un periodo di oscurantismo venendo considerata degenerata dai nazisti. Sebbene molti artisti tedeschi abbandonarono la Germania, scegliendo l’esilio, la Hoch decise di restare in isolamento ed allontanandosi dalla vita pubblica per non scendere a compromessi con il regime. Solo dopo la guerra tornò a tenere mostre in pubblico non vedendo però riconosciuto il suo valore artistico e l’enorme contributo dato al dadaismo. Un riconoscimento che arrivò nel 1971 dopo il forte interesse critico suscitato da una sua mostra all’Accademia di Belle Arti di Berlino.
Stefano Delle Cave





