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Hasnat Khan, chi era il medico pakistano e amante di Lady Diana: “Il suo amore più importante”

Hasnat Khan non era il più bello fra i corteggiatori a cui Lady Diana è stata accostata dalle rivelazioni postume: capelli e baffoni folti e neri un po’ retrò pesino per quei tempi, la corporatura non proprio atletica e il senso dello stile molto modesto. Quel giorno in cui la principessa parlava con Anwar Hussein dando per scontato che sapesse tutto, visto che era la sua ombra, gli confessò anche il suo più grande dilemma: come avrebbero reagito le sue famiglie, quella di provenienza e quella reale, se avesse sposato un musulmano pakistano? Mentre cercava una risposta a questa domanda, lady D faceva da tempo tanti progetti per il suo futuro insieme a quell’uomo che aveva conosciuto in una delle sue visite ufficiali negli ospedali britannici. Kahn lavorava al Royal Brompton Hospital di Londra, il colpo di fulmine fra loro era stato silenzioso ma preciso e immediato, e di pretesti per parlare ne avevano trovati subito a sufficienza, visto che Hasnat era cugino del futuro premier del Pakistan Imrain Khan, al tempo sposato con l’amica di Diana Jemima Khan, la famosa produttrice che nove anni dopo sarebbe stata la fidanzata di Hugh Grant.

Se questo nome, Hasnat Khan, vi dice poco, è perché il cardiochirugo di origine pakistana ha sempre cercato di stare lontano dai fari che inseguono la figura di Diana. Ma la sua prensenza nella vita di Lady D è ben documentata. Oltre a essere uno dei pochi momenti di vera felicità della principessa. Si erano consociuti per caso in ospedale nel 1995. E si erano lasciati pochi mesi prima che lei morisse a Parigi. Lei lo chiamava «Mr Wonderful», meraviglioso. Lui l’aveva soprannominata «strega» per la capacità che aveva di entrare in empatia con le famiglie dei suoi pazienti in pochissimi minuti.

Lady Diana era profondamente innamorata di questo dottore. Che passa buona parte dell’anno a curare gratis gli abitanti della poverissima regione del Pakistan dove è nato 62 anni fa. Ma stare accanto a una donna così – soprattutto in quegli anni, fatti di fragilità, scandali e paparazzi – non era facile. Per lui era impossibile. Per questo, si dice, lui le abbia spezzato il cuore. Lasciandola. E aprendo la strada a Dodi al-Fayed.

La storia d’amore tra Lady Diana e Hasnat Khan

Diana era così presa da questo amore che sognava di trasferirsi in Pakistan, un colpo di testa impulsivo, dato che non avrebbe mai potuto portare con sé i figli. Almeno, questo è ciò che racconta un’altra persona a lei molto vicina, il suo ex maggiordomo Paul Burrell, prodigo di ricordi. Burrell racconta oggi di aver fatto intrufolare più volte il dottor Kahn a Kensington Palace nascosto nel bagagliaio di un auto, così ché non venisse mai fotografato dai paparazzi appostati intorno al palazzo. Sono stati tutti molto bravi per due anni, Diana, il suo uomo e il maggiordomo. Poi la principessa del Galles ha commesso l’inevitabile passo falso. Nel 1996 e 1997 si è fatta organizzare due viaggi in Pakistan. Qualcuno, in Gran Bretagna, si è insospettito e ha iniziato a indagare sul perché di tanto interesse per quel Paese. Quando all’orecchio della stampa è arrivata la voce che la madre dell’erede al trono aveva una probabile relazione con un uomo originario di quel Paese, la conclusione finale fu troppo facile: andava lì insieme al suo amato per incontrare i suoi genitori e trascorrere più tempo con lui lontano dai paparazzi inglesi. Al ritorno dal secondo viaggio, Diana scoprì di essere sulle le prime pagine dei giornali mentre il povero chirurgo si ritrovò a essere un volto noto e riconoscibile, braccato anche lui dai paparazzi. Hasnat Khan non ha voluto sopportare quel peso neanche un minuto, e prima di essere sorpreso insieme a lei dai fotografi, decise di scrivere la parola fine alla storia. Per Diana fu un dolore grandissimo, una vera crepa nel cuore. Secondo molti, in Dodi Al-Fayed cercò solo il fascino dell’uomo musulmano dal quale era rimasta irretita con Hasnat. Addirittura, qualcuno è disposto a giurare che Diana stesse con Dodi continuando a sperare che Kahn ci ripensasse, pronta a correre di nuovo da lui senza esitazioni. Dopo la notte dell’Alma, Kahn è sparito nel dimenticatoio come desiderava. Non si è più fatto avanti fino al 2021, a 62 anni, quando si è scoperto che Diana era stata convinta con l’inganno a rilasciare la famigerata intervista alla BBC con Martin Bashir. “Una delle sue qualità più interessanti era la sua vulnerabilità. Era ciò che la faceva amare dalla gente”, ha detto al Daily Mail, “Martin Bashir ha fatto leva proprio sulla sua vulnerabilità e l’ha sfruttata, era molto persuasivo e le ha riempito la testa di spazzatura”. Chissà se ogni tanto pensando a lei e si chiede quale sarebbe stato il suo destino se fossero rimasti insieme. Di certo, non sarebbe mai andata incontro a quella notte fatale a Parigi il 31 agosto 1997.

Hasnat Khan, chi era

Ha rifiutato offerte milionarie di raccontare la sua storia d’amore con Lady D. Ha letteralmente sbattuto porte in faccia alle decine di cronisti che chiedevano una sua dichiarazione sulla principessa. Troppo rispettoso di quell’amore e di quella donna per la quale, ancora oggi, prova un grande affetto. Hasnat Khan ha declinato l’invito del principe William e del principe Harry a presenziare alle celebrazioni per il decennale della scomparsa di Diana nel 2007. E per mesi ha custodito il segreto che i due figli di Lady D gli hanno confidato. Quello della statua a lei dedicata che sarà inaugurata ai Giardini di Kensington a luglio.

Quando Hasnat Khan parla della principessa Diana lo si sta ad ascoltare. Perché se ha deciso di farlo, allora dev’essere qualcosa di importante. È stato lui a chiamare un giornalista del Daily Mail per inquadrare meglio lo scandalo – adesso finito in mano a un giudice – che coinvolge la Bbc, la famosa intervista televisiva rilasciata dalla principessa nel 1995 e il giornalista che, questa è l’accusa, gliel’ha, di fatto, estorta. Uno scandalo, emerso pochi mesi fa, così grande che persino il principe William ha dichiarato pubblicamente che indagare su questa faccenda «è un passo nella giusta direzione».

L’intervista shock alla principessa Diana

La famosa intervista durante la trasmissione televisiva della Bbc, Panorama, del 1995, nella quale Lady D accusa il principe Carlo di averla sempre tradita con Camilla Parker Bowles («In questo matrimonio eravamo in tre, un po’ troppo affollato…»), è quella che ha portato al divorzio del 1996. E, secondo alcuni teorici del complotto, alla morte di Diana a Parigi il 31 agosto 1997. È anche l’intervista che ha fatto la fortuna professionale del giornalista Martin Bashir. Il cui scoop ha fatto il giro del mondo. Ma come è riuscito a convincere Diana a raccontarsi in maniera così intima?

Con l’inganno. Questa è l’accusa. Bashir ha falsificato degli estratti bancari per convincere il fratello di Diana a fargliela incontrare. Convincendo i due Spencer che c’era qualcuno di molto vicino alla principessa che la spiava e riportava ogni sua parola, ogni suo movimento a Carlo e alla famiglia reale. Non bisogna dimenticare che siamo nel bel mezzo della buriana mediatica dela separazione dei principi di Galles.

Hasnat Khan frequentava Lady D da poco tempo quando l’intervista è stata trasmessa dalla Bbc. Ha vissuto in prima persona il rapporto stretto che la principessa aveva instaurato con Bashir. E può testimoniare che non era corretto. Se ne era accorto persino il principe William.

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Alessia Spensierato

Alessia Spensierato, Editore (Owner & Founder) della testata giornalistica di Metropolitan Magazine. La scrittura è la sua più grande passione, ha scritto il suo primo libro"Il silenzio in un caffè" pubblicato nel 2013 tra i top ten e-book dei più venduti nello stesso anno. Nel 2014 si cimenta nella scrittura del suo secondo "One Way", ex speaker radiofonica. Il mondo del Web l'ha sempre affascinata e oggi ha cercato di unire le sue più grandi passioni creando Metropolitan Magazine. Metropolitan Magazine oggi è una testata nota sia a Roma che in Italia. Non utilizza nessun aggettivo per definirsi, per lei esistono solo parole "nuove" che nessuno sa. "Il mondo è di chi lo disegna ogni giorno in modo diverso, a volte anche senza matite."
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