Ciò che rapisce del lavoro di Herb Ritts è la pulizia assoluta dei suoi scatti. Maestro del ritratto e della ricerca sull’immagine del corpo umano, i suoi soggetti sono come divinità colte nella loro forma più perfetta. La fotografia di Ritts, dominata dal bianco e nero, è studiata, composta da linee taglienti. Domina un controllo maniacale di ogni dettaglio, posizionato esattamente dove dovrebbe trovarsi.

Se potesse essere racchiusa in una parola, la sua arte sarebbe sinonimo di equilibrio. Riscuote un successo clamoroso fin dagli esordi, sia come fotografo che come regista. Gli scatti all’amico Richard Gere fatti quasi per gioco, finiscono per far parte della campagna promozionale di “American Gigolò” nel 1980 e lanciare così Ritts nel giro delle copertine internazionali più importanti.

Herb Ritts, Waterfall IV, Hollywood 1988 - Photo credits: © Herb Ritts Foundation
Herb Ritts, Waterfall IV, Hollywood 1988 – Photo credits: © Herb Ritts Foundation

Herb Ritts, icone e canoni estetici

La carriera di Ritts è stata costellata ben presto da collaborazioni di prestigio. Ha trovato terreno fertile nel mondo della moda, tanto da contribuire, di fatto, alla definizione dei nuovi canoni di bellezza negli anni ‘80. Si tratta di un’estetica del corpo statuario, un concentrato di muscolature possenti e sguardi magnetici.

Con il tempo subentrano anche le collaborazioni con i grandi nomi dello spettacolo e della musica: una lista chilometrica di celebrità. Tra le tante, viene spesso citata Madonna. Ritts e Louise Veronica Ciccone hanno certamente rivestito un ruolo fondamentale, l’uno per la carriera dell’altro. Alcuni dei tantissimi scatti sono diventati iconici, come ad esempio la copertina dell’album “True Blue“. Per lei firma anche la regia del video “Cherish” del 1989.

Herb Ritts, copertina del cd "True Blue", 1986 - Photo credits: dailymotion.com
Herb Ritts, copertina del cd “True Blue”, 1986 – Photo credits: dailymotion.com

La filantropia

Contestualmente alla sua attività di regista e fotografo, Herb Ritts ha portato avanti numerose attività filantropiche. Il suo sostegno è andato principalmente alla ricerca della cura contro l’AIDS. Inoltre è stato sostenitore delle organizzazioni amfAR ed Elizabeth Taylor AIDS Foundation. Proprio a causa dell’AIDS è morto nel 2002 a soli 50 anni.

La fondazione che detiene tuttora i negativi e le stampe del fotografo, ha una vocazione filantropica oltre che di tutela e promozione del lascito di Ritts. È nata successivamente alla sua morte, strutturata secondo le sue disposizioni. Promuove lo sviluppo nel campo della fotografia come forma d’arte e supporta la ricerca scientifica sull’HIV.

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