Gli avvocati delle vittime del devastante incendio avvenuto a Capodanno nella località sciistica svizzera di Crans-Montana hanno formalmente chiesto alla procura di aggravare le accuse contro i proprietari del locale, passando da omicidio colposo a omicidio premeditato. Il rogo, divampato nel seminterrato del locale Le Constellation a causa di fuochi d’artificio attaccati a bottiglie di champagne, tenuti troppo vicini al pannello fonoassorbente del soffitto, è costato la vita a quaranta persone. Altre centoquindici sono rimaste ferite, alcune delle quali in modo molto grave.
I proprietari del bar, Jessica e Jacques Moretti, sono accusati di omicidio colposo e incendio doloso in relazione all’incendio. Altri dodici sospettati, tra cui diversi funzionari locali, sia in carica che in pensione, sono sotto inchiesta.
I messaggi che potrebbero cambiare il corso del processo
Il pubblico ministero del cantone del Vallese ha confermato all’Agence France-Presse che due legali, Sophie Haenni e Ludovic Tirelli, hanno formalmente presentato la richiesta dopo l’ultimo controinterrogatorio della coppia da parte dei giudici istruttori a Sion, risalente a venerdì scorso. Durante l’udienza, sono stati mostrati messaggi di un gruppo WhatsApp in cui Jessica Moretti avvertiva il personale di fare attenzione con le stelline luminose, perché se la moquette, i divani o il controsoffitto avessero preso fuoco, il bar avrebbe rischiato un incendio.
Haenni ha dichiarato all’AFP di aver consegnato ai pubblici ministeri i messaggi, risalenti al 2019, affermando che dimostravano come i due titolari –che continuano a negare ogni addebito– fossero «perfettamente consapevoli dell’elevata infiammabilità della schiuma acustica». Lavvocato ha dichiarato: «I Moretti sapevano che il bar poteva prendere fuoco. Erano consapevoli del rischio e lo hanno accettato. L’accusa non dovrebbe più essere di negligenza, ma di omicidio premeditato».
Crans-Montana: i Moretti respingono le accuse
Gli avvocati della coppia, Yaël Hayat e Nicola Meier, hanno respinto le accuse di consapevolezza del pericolo definendole «assurde». «Come si può sostenere che i Moretti avessero previsto un rischio mortale? Peggio ancora, che lo avrebbero accettato?», hanno replicato a RTS. «Jessica era presente la notte della tragedia. La sua presenza è il miglior alibi per questa assurda accusa».
Secondo il diritto penale svizzero, il dolo premeditato sussiste quando un autore di reato «considera possibile la commissione del reato, ma agisce comunque, perché accetta questo esito qualora si verifichi… anche se lo giudica indesiderabile e non lo desidera». Durante l’udienza del 5 giugno, Jessica è venuta a conoscenza di una nuova accusa di falsificazione, relativa alla fattura per i pannelli fonoassorbenti. Gli avvocati della coppia hanno sottolineato come il documento, risalente al 2015, sia stato «semplicemente registrato nei conti con un nome diverso», senza essere rilevante per il caso.
Federica Checchia





