Cultura

I migliori film stranieri del decennio

Dopo la discussa lista dei dieci migliori film italiani, ecco la lista dei migliori film stranieri usciti tra il 2010 e il 2019. Un decennio che ha visto il boom di piattaforme online come Netflix e che hanno cambiato il modo di produrre e distribuire lungometraggi e serie. Questo decennio, in qualche modo, è stato un film-puzzle che ci ha accompagnato da un’età all’altra. In quest’epoca, pur non stando nella classifica, rientrano titoli come “La forma dell’acqua”, “Her”, “Gran Budapest Hotel” e “Boyhood” che, ad ogni modo, hanno lasciato un segno nella storia del cinema internazionale. Per quanto riguarda, invece, i lungometraggi più recenti come non possiamo menzionareParasite“, “L’ufficiale e la spia e “Joker

Inoltre possiamo aggiungere ai film più significativi anche “Una separazione” con una grande interpretazione di Leila Hatami. Infine con due film: il primo è “The danish girl” con l’eccezionale Eddie Redmayne nei panni di Einar Wegener e il secondo è “Tre manifesti a ebbing missouri”.

I migliori film stranieri del decennio
I migliori film stranieri del decennio
  1. Drive di Nicolas Winding Refn (2011). Quasi una fiaba contemporanea che ci sbatte la realtà della vita quotidiana e che racconta un’amore tormentato e che non può trovare forma. E’ anche il film che rivela il fascino magnetico di Ryan Gosling.
  2. The wolf of Wall Street di Martin Scorsese (2014). Il film racconta la vera storia di Jordna Belfort, squalo della finanza in quel capitalismo senza regole che ha attraversato gli anni ’80 e ’90. Il furore, gli eccessi, l’ascesa, la caduta in un biopic che vede Leonardo DiCaprio al suo meglio.
  3. Lady Bird di Greta Gerwig (2017) perché resterà nella storia per essere stato uno dei pochi film moderni ad aver trattato l’adolescenza con le parole giuste, evitando di scadere in forme banali e lontane dalla realtà come spesso accade.
  4. Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson (2017). Il film inscena una potente metafora dell’amore che poggia sulle solide basi di un’elegante messinscena, ma mostra anche qualche debolezza quando scioglie il suo sontuoso intreccio.
  5. Moonlight di Barry Jenkins (2016). E’ un bel viaggio, senza tempo, sulla scoperta di se stessi e sul legame con gli altri. Inoltre è un’opera profonda e delicata capace di mostrare la durezza della vita.
  6. Birdman di Alejandro González Iñárritu (2014). Il film è un viaggio nella psiche di un uomo e del suo mondo, quello che si è creato e che non vuole più lasciarlo e il regista lo fa con grande stile con virtuosismi tecnici di cui (forse) avevamo bisogno.
I migliori film stranieri del decennio

7. Holding the man di Neil Armfield (2015). Un film sulla struggente storia tra due uomini superando la disapprovazione, la separazione e la morte. E’ disponibile su Netflix e qui il trailer.

8. Il caso spotlight di Tom McCarthy (2015). Un film lineare e accurato su un’inchiesta che ha smascherato uno scandalo di pedofilia nella chiesa a Boston con un cast di talento (da Mark Ruffalo a Michael Keaton, passando per Liev Schreiber e Rachel McAdams) e in grado di lavorare assieme come una vera squadra.

I migliori film stranieri del decennio

9. The social network di David Fincher (2010). Un film molto attuale che racconta la nascita di Facebook. L’arma vincente è l’incredibile maturità della messa in scena e il regista passa con estrema naturalezza da un genere all’altro e sa infondere vitalità e sangue alla verbosissima sceneggiatura di Sorkin (in altre mani il rischio noia sarebbe stato elevato), amministra con consapevolezza e rigore i passaggi tra il presente e il passato dei personaggi. Il film, inoltre, riesce a trasformare un “legal drama” (gran parte della vicenda è incentrata sulla battaglia in tribunale tra Zuckerberg e il suo ex socio-amico) sulla carta non originalissimo, in un serrato thrilling dei sentimenti.

10. Mommy di Xavier Doland (2014). Il film scava nel rapporto madre-figlio e prova a scoprire la struttura di esso. Violenza, amore e desiderio possessivo sembrano alludere al rapporto del regista con la madre. Un vero e proprio gioiello quasi claustrofobico per via del formato inizialmente scelto (1:1) ma profondo e psicologicamente commovente che fa riflettere sul proprio vissuto.

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