I ristoratori protestano contro il Governo da lunedì scorso in Piazza Montecitorio a Roma. La delegazione dei ristoratori Tutela Nazionale Imprese chiede un risarcimento del danno economico causato dalle chiusure forzate dell’ultimo anno e mezzo.

I ristoratori protestano contro il Governo e pretendono un rimborso per risollevare il settore

I ristoratori fanno causa al governo per il danno economico subito durante i numerosi lockdown dell’ultimo anno e mezzo. Un gruppo di imprenditori dell’associazione Tutela Nazionale Imprese (Tni), fondata dall’ente Ristoratoti Toscana, si trova da giorni a Piazza Montecitorio a Roma. I ristoratori protestano contro le numerose chiusure imposte dal Governo in Pandemia. La ristorazione è infatti uno dei settori economici fra i più colpiti dall’avvento del Covid.

«I danni sono dovuti all’impossibilità di esercitare l’attività per effetto dei provvedimenti normativi che si sono susseguiti nel corso di tutta la pandemia. Gli aiuti sono stati briciole fino ad ora – ha detto il portavoce di Tni Pasquale Naccari -. Coprono al massimo il 4% del fatturato mensile. Siamo stanchi delle promesse, vogliamo i fatti».

È in atto quindi un’azione collettiva contro il governo per i danni causati dalle chiusure e per opporsi alle decisioni dei Dpcm che limitano la libertà di impresa. L’azione è incominciata lunedì scorso ed è promossa da circa cento titolari di ristoratori, bar, pizzerie ed esercizi di somministrazione, per ottenere un risarcimento. Il Tni ha incontrato nei giorni precedente il capo politico del Movimento 5 stelle, Vito Crimi, il presidente del gruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, e la delegazione dei deputati di Fratelli d’Italia, alla quale il portavoce Naccari ha avanzato le richieste della categoria.

Gli avvocati del Tni hanno già depositato dei documenti al tribunale civile di Roma in cui si accusano gli strumenti normativi adoperati da marzo 2020. La deposizione mette inoltre in evidenza come i rimborsi dati al settore della ristorazione siano risultati inadeguati, specialmente se paragonati a quelli di altri Paesi europei. Sarà necessario dunque tenere conto del fatturato di ciascun esercizio, dei costi variabili e fissi e del danno causato dalla perdita della clientela.