Si può dire che il concetto di Universo Cinematografico ha stancato, ma rimane ancora rilevante. Questa è una distinzione cruciale. Non è che l’idea sia superata, ma il suo modello dominante, quello dell’espansione a tutti i costi, ha mostrato i suoi limiti. Negli ultimi anni, la grande quantità di film e serie TV interconnesse, in particolare nel genere dei supereroi, ha portato una certa stanchezza nel pubblico (superhero fatigue).

Il concetto di Universo Cinematografico oggi

Universo Cinematografico - Ph © Marvel Cinematic Universe, Disney

Non solo Marvel: un concetto che si applica a molti generi

Sebbene il Marvel Cinematic Universe (MCU) sia l’esempio più famoso e di successo, l’idea di “universo cinematografico” non si limita ai supereroi. Molti altri studi hanno tentato o realizzato con successo universi narrativi, anche in generi diversi come l’Horror: L’universo di The Conjuring lega diversi film, come Annabelle e The Nun, attraverso un filo conduttore di demoni e storie paranormali. Mostri: Il MonsterVerse riunisce giganti come Godzilla e King Kong. Fantascienza: L’universo di Star Wars è stato un precursore, espandendosi con film, serie TV e fumetti che si interconnettono nello spazio-tempo ben definito e cioè “in una galassia lontana lontana”. Western: Yellowstone e i suoi prequel (1883, 1923) sono un esempio di universo narrativo in cui la continuità storica e familiare lega tutte le serie. Post-apocalittico: L’universo di The Walking Dead si è sviluppato con una serie principale e una serie di spin-off che continuano e intersecano le storie dei personaggi più amati.

Le critiche e i rischi di un modello economico

Ciò di cui però non si riesce a far attenzione è l’eccessiva espansione di un “universo”. Quando ogni mese viene rilasciato un nuovo film o una nuova serie, il pubblico si sente sopraffatto. La visione diventa un “compito a casa” per non perdersi nulla, e questo fa perdere il piacere della scoperta e dell’intrattenimento. Molti spettatori non hanno il tempo o la voglia di seguire decine di ore di contenuti per capire un film di due ore. Ampliare un universo a dismisura può rovinare una saga. Dobbiamo tenere sempre conto che per comporre una sceneggiatura servono le parole e quest’ultime sono composte da lettere le quali, nell’alfabeto, sono sempre e solo ventuno. Il risultato è la continua ripetizione con la conseguente noia. Prendiamo l’esempio di Star Wars: i primi film (la trilogia originale) sono considerati opere quasi intoccabili. L’introduzione di troppi spin-off, prequel e sequel a volte mina la percezione di un’opera originale, togliendole un po’ della sua unicità e sacralità. Il rischio è che i prodotti successivi non siano all’altezza del capolavoro originale, creando delusione e disaffezione nel pubblico.

Conclusione: la sfida dell’Universo Cinematografico, qualità vs. quantità

L’universo cinematografico è un modello narrativo che ha rivoluzionato l’industria, ma i rischi legati alla sua natura economica sono evidenti. La sfida per il futuro sarà trovare un equilibrio tra la creazione di un mondo espanso e la garanzia che ogni singola storia sia di alta qualità e valga il tempo dello spettatore.

Arianna Villa