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Il dramma di Andrea Maestrelli per il padre morto, chi era Maurizio: “Ho sofferto tantissimo”

Andrea Maestrelli, calciatore professionista, è entrato nella casa del Grande Fratello Vip il 17 dicembre. Ha rivelato gradualmente il suo vero io al pubblico e ai coinquilini, con un legame particolare con Antonino Spinalbese. Il loro rapporto si è approfondito grazie alle esperienze condivise e ai punti in comune.

Ieri, i due ragazzi hanno parlato dei loro padri, entrambi scomparsi in passato. È bene ricordare che la famiglia Maestrelli è molto conosciuta nel mondo dello sport; Tommaso Maestrelli, nonno di Andrea, è stato allenatore della Lazio ed è scomparso 45 anni fa. Suo figlio, Maurizio, ha sposato Monia Materazzi, figlia di Giuseppe Materazzi, ex allenatore biancoceleste, e sorella del calciatore campione del mondo Marco Materazzi.

Maurizio Maestrelli, padre di Andrea Maestrelli, si è spento all’età di 48 anni a causa di un male incurabile che gli era stato diagnosticato due anni prima. Antonio Buccioni, Presidente Generale della S.S. Lazio, ha espresso il suo cordoglio in occasione della sua scomparsa, ricordando i gemelli che hanno allietato la vita del padre e sono stati le mascotte della squadra vincitrice dello scudetto del 1974. Non a caso i fratelli gemelli di Maurizio, Massimo e Andrea, sono stati le mascotte della squadra, visto che il padre ha scritto una pagina importante della storia biancoceleste.

“Mio fratello aveva solo 8 anni e riusciva a capire solo i concetti base. Io dovevo reprimere le mie lacrime perché mia madre piangeva sempre. A 13 anni sono stato costretto a maturare rapidamente. Ho dovuto affrontare tutto questo da sola, senza il sostegno di altri parenti. Questa mancanza di sostegno mi rimarrà per sempre”, ha detto candidamente ad Antonino, Gianluca Onestini ed Edoardo Tavassi.

Il dramma di Andrea Maestrelli per il padre morto, chi era Maurizio: "Ho sofferto tantissimo"

Andrea Maestrelli padre: com’è morto

Maurizio Maestrelli, padre di Andrea Maestrelli, è morto a soli 48 anni, stroncato da un male incurabile che gli era stato diagnosticato due anni prima. “Resterà indelebile nelle nostre menti il ricordo di quei due gemelli che scorrazzavano sul prato, allietando la vita del papà, e che hanno rappresentato la coppia di mascotte di quella formidabile squadra che vinse lo scudetto nel 1974“, aveva dichiarato in occasione della sua scomparsa il presidente generale della S.S. Lazio, Antonio Buccioni, esprimendo il cordoglio “di tutto il movimento biancoceleste”. Non a caso lui e il fratello gemello Massimo erano diventati le mascotte della squadra, in quanto il padre aveva scritto la pagina più bella della storia biancoceleste.

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