Cultura

Il femminismo materialista di Christine Delfy: fra capitalismo, lotta di classe e patriarcato

Tra i movimenti femministi sviluppati nel corso del tempo, rientra il femminismo materialista la cui ideologia si basa sull’applicazione della lotta di classe alle relazioni tra i sessi, prendendo in considerazione sia il contesto economico che l’aspetto materiale del patriarcato.

Femminismo materialista, l’ideologia dell’oppressione femminile da ricercarsi nella società

femminismo materialista
Photo Credits: Hors-serie.net

Nel corso del tempo, si sono sviluppati numerosi movimenti di ideologia femminista e, fra questi, rientra il femminismo materialista. Il femminismo materialista sottolinea come sia il capitalismo che il patriarcato siano argomenti necessari per comprendere la radice dell’oppressione femminile. La spiegazione è da ricercarsi nel cambiamento sociale e non nei cambiamenti che, logicamente e storicamente, avvengono all’interno del sistema capitalista.

L’obiettivo è analizzare le condizioni materiali in cui tali disposizioni sociali avvengono, producendo degli evidenti fenomeni di ”gerarchia di genere”. Il femminismo materialista, dal suo canto, non imputa questa stigmatizzazione come un prodotto che è effetto di un singolo sistema patriarcale; al contrario, esamina i contesti di cui un dato momento storico si costituisce. Questa corrente di pensiero rientra nel femminismo radicale sviluppatosi in Francia attorno alla rivista femminista Questions féministes,  pubblicata dal 1977 al 1980, e principale mezzo divulgativo della corrente femminista materialista. Fra le fondatrici della rivista si ricorda anche Simone de Beauvoir.

Il lavoro domestico come manifestazione della disuguaglianza di genere

Le femministe materialiste pongono la loro attenzione sull’analisi del genere in relazione fra classi sociali antagoniste, e non fra gruppi biologici. Secondo questa prospettiva, ne consegue che la lotta delle classi di sesso deve portare alla scomparsa di queste classi, e quindi del genere. Altra prerogativa del femminismo materialista è l’attenzione che pone su uomini e donne appartenente da altre etnie che, tuttavia, sono relegati in uno stato economico basso, che è di partenza; di conseguenza, si pone l’attenzione su uno squilibrio sociale concreto, in quanto chi già detiene il potere e possiede privilegi è automaticamente avvantaggiato, in questo contesto, per uno status quo di partenza. L’espressione femminismo materialista si deve alla sociologa francese Christine Delphy e appare, per la prima volta, nel 1975.

Secondo Delfy le donne, per analizzare oggettivamente la matrice della loro oppressione, devono necessariamente separarsi dai loro oppressori storici, ovvero, gli uomini. L’oppressione patriarcale, nell’ideologia della sociologa francese, si basa sull’estorsione del lavoro domestico delle donne da parte degli uomini. In sostanza, il sistema di subordinazione delle donne verso gli uomini, e la conseguente oppressione femminile, non è meramente riducibile al capitalismo ma si riflette su di un’altra base economica che è, appunto, il lavoro domestico. Se il lavoro e lo sfruttamento vanno a vantaggio dei capitalisti, della mansione domestica a trarne beneficio restano soprattutto gli uomini. Nel testo Il nemico principale, Delfy afferma:

Si constata l’esistenza di due modi di produzione nella nostra società: la maggior parte delle merci è prodotta in base al modo industriale; i servizi domestici, l’allevamento dei figli e un certo numero di merci sono prodotte in base al modo familiare. Il primo modo di produzione dà luogo allo sfruttamento capitalista. Il secondo dà luogo allo sfruttamento familiare, o più esattamente patriarcale.

E ancora, nel libro Il nemico principale 1. Economia politica del patriarcato, sostiene:

Il matrimonio è l’istituzione attraverso la quale un lavoro gratuito viene estorto a una categoria della popolazione, le mogli.

Christine Delfy sostiene che l’unica teoria e concezione filosofica che definisce come realistica l’oppressione nei confronti delle donne è il materialismo. Secondo questo approccio, l’unica realtà possibile e che si può dire ”esistente” è la materia e tutto ciò che deriva dalla sua incessante trasformazione; ed è in questa ideologia che gli oppressi possono e devono indagare sulla loro condizione in quanto, parafrasando Delfy, ”l’oppressione è un concetto materialista”.

Stella Grillo

Seguici su Google News

Stella Grillo

Io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure quello che vuol sapere e glielo dirò. Ma non le dirò mai la verità, di questo può star sicura. Italo Calvino
Back to top button