Il programma dei candidati alla nuova edizione del Festival di Cannes, annunciato da Thierry Frémaux, ha un particolare che tanto piccolo non è. L’Italia, nella selezione delle categorie principali, non c’è. Non accadeva da anni…
Dove sono diretti gli occhi di bue?
La nuova edizione del Festival di Cannes 2026, sotto la direzione di Thierry Frémaux ha tante ragioni per essere tenuta d’occhio. Basti pensare al film di John Travolta che costituisce per l’attore il suo debutto alla regia; o ancora la nuova pellicola di Pedro Almodovàr, Amarga Navidad, in sala a maggio in Italia. Ci sono i riflettori puntati anche su Asghar Farhadi, noto regista iraniano, che presenterà Parallel Tales, lungometraggio interpretato dai divi del cinema francese Vincent Cassel, Catherine Deneuve e Isabelle Hupper. E per finire è giusto segnalare il grande ritorno a Cannes di Laszlo Nemes che più di dieci anni fa proprio alla Croisette aveva trionfato con il suo Il figlio di Saul e che torna dietro la macchina da presa con un dramma bellico. Insomma, Cannes ci regalerà tante novità, ma c’è un sapore amaro che ci pervade, davvero difficile da mandare giù.

L’assenza dei registi italiani
Nelle passate settimane gli addetti ai lavori hanno sperato fino all’ultimo nella loro partecipazione all’interno della Selezione Ufficiale. I riflettori erano puntati soprattutto su Nanni Moretti e il suo Succederà stanotte. A quanto si apprende, però, la pellicola potrebbe non essere pronta per debuttare al Festival di Cannes. L’unica speranza rimane il “film misterioso” che, stando a quello che è stato detto in conferenza, verrà annunciato più avanti. Il Festival di Cannes, inoltre, esclude l’Italia anche dalle sezioni collaterali della kermesse: dal Fuori Concorso al Un certain regard, l’Italia rimane senza registi che possano rappresentare il Bel Paese nella vetrina internazionale del festival. Per trovare qualche traccia d’Italia, bisogna avventurarsi nei dettagli e guardare, ad esempio, al film La vie d’une femme, film di Charline Bourgeois-Taquet, presentato in concorso, dove partecipa lo scrittore Erri De Luca in qualità di attore.
La risposta del delegato generale
“L’Italia è un grande Paese di cinema e ci saranno delle piccole aggiunte… Ma diciamo che forse non abbiamo visto film che meritavano di essere in competizione, non è grave”. Il delegato generale del Festival di Cannes Thierry Frémaux, a margine della presentazione della Selezione Ufficiale della 79/a edizione al cinema Pathé Palace di Parigi, ha risposto così alla domanda dell’ANSA sul fatto che l’Italia non si sia ‘qualificata’ con nessun film al Festival di Cannes come gli azzurri ai Mondiali di Calcio.
E se è vero che ci saranno delle piccole aggiunte speriamo che qualcosa, anche di poco conto, possa cambiare, per dare al cinema italiano ciò che merita. Cinema che mai come negli ultimi anni ha dimostrato di muovere la folle, spingendola in sala a godere di validissime e temerarie pellicole. Incassi da record e dibattiti internazionali sono i lustrini guadagnati dal nostro cinema, che di certo può vantare, già così, un merito imprescindibile.





