Nella rubrica settimanale Passi di danza parleremo del ballo fox-trot, che significa letteralmente “trotto della volpe”. Le sue origini si ispirano alla musica nera americana, ma viene ballato ancora oggi nelle sale da ballo.

L’origine del ballo fox-trot


Fox-trot ballo photo credits wikipedia
Fox-trot

Il ballo fox-trot è una danza di origine americana, che prende spunto dalla musica popolare denominata ragtime, suonata dai pianisti nei locali americani sin dal 1800. Da quel tipo di danza hanno preso avvio i movimenti e i ritmi di quello che oggi viene conosciuto come fox-trot. L’espressione fox-trot significa letteralmente “trotto della volpe”, ma in realtà penderebbe origine dall’attore Harry Fox, che l’ha ballato per la prima volta nel 1913 insieme alla moglie. Il successo del fox-trot è avvenuto sin dall’inizio a New York, diffondendosi poi anche in Inghilterra e nel resto del mondo. Con il passare del tempo il genere del fox-trot originario è stato completamente stravolto, dividendosi in due tipologie.
Lo slow fox è una versione lenta del fox-trot, celebrata in modo particolare da Frank Sinatra.
Il quick step consiste in una serie di movimenti veloci, che viene spesso assimilato ad altri due tipi di balli come il Charleston e lo Shang.
Il fox trot è principalmente un ballo di coppia, basato su passi lunghi, movimenti simultanei e la cosiddetta spinta del piede tocco-pianta.
Quando l’uomo avanza con il piede sinistro, la donna risponde indietreggiando il piede destro. A questo punto l’uomo avanza con il piede destro e di conseguenza la donna lo fa con il sinistro. Per quanto riguarda invece i passi laterali l’uomo va verso sinistra, mentre la donna va verso destra. Infine i ballerini devono riportare i piedi uniti, così come all’inizio della danza. Questi sono i cosiddetti passi base del fox-trot. Ma questo tipo di danza prevede una serie di giravolte e promenade che lo caratterizzano come un ballo complesso.

Sonia Faseli

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