Musica

Charles Aznavour, il Frank Sinatra francese

Charles Aznavour, è stato un cantautore, attore e diplomatico francese di origine armena. Considerato uno dei più influenti musicisti di tutti i tempi, è un’icona della cultura francese e di quella armena. Con oltre settant’anni di carriera, ha venduto 300 milioni di dischi e registrato più di 1 200 canzoni in nove lingue diverse.

Charles Aznavour: dagli esordi al successo

La sua vita professionale comincia nel mondo del teatro, a soli 9 anni. Recita nella pièce “Un bon petit diable” e da ragazzo va in tour con alcune compagnie teatrali. Scrive i testi per canzoni musicate da Pierre Roche e pian piano passa da paroliere ad interprete. Nel frattempo comincia a lavorare come autista per Edith Piaf che lo aiuterà a superare la paura legata al suo handicap fisico. Ovviamente la Piaf cominciò a cantare le sue canzoni.

Per Charles Aznavour il successo arriva nel 1956 a Casablanca. Durante uno spettacolo la reazione del pubblico fu così forte da farlo diventare headliner. Due anni dopo arriva il primo contratto discografico ed il debutto in un ruolo drammatico al cinema.

Partecipa come attore nei film di Cocteau e Truffaut e questo gli apre la strada verso gli Stati Uniti. Charles aveva pubblicato un disco in America con il titolo “The World of Charles Aznavour” per l’etichetta di Frank Sinatra, la Reprise Records. La notorietà cinematografica e la pubblicazione dell’ album consentirono al cantautore francese di esibirsi alla Carnegie Hall e di fare il suo debutto live sul suolo americano.

La consacrazione di Charles Aznavour

Negli anni sessanta anella un successo dietro l’altro. Si comincia con “Tu t’laisses aller”, prima in classifica in Francia per tre settimane, nel 1961 è la volta di “Il Faut Savoir”, altro primo posto con oltre 15 settimane di permanenza in classifica, primo posto anche per “La mamma” l’anno successivo. Nel febbraio del 1964 arriva ancora al primo posto delle classifiche con il brano “Et Pourtant” e vi resta per 5 settimane consecutive. Ancora un primo posto con ben 3 settimane di permanenza davanti a tutti con il brano “La Bohème” nel 1966. Chiude gli anni 60 con la pubblicazione del brano “Désormais”.

La maggior parte delle canzoni di Aznavour parlano dell’amore nelle sue diverse forme, come raccontano i brani “Après l’amour”, “J’ai perdu la tête”, “J’en deduis que je t’aime” e “Bon anniversaire”, fino all’amore gay raccontato nel brano “Comme ils disent”.

Il fatto che cantasse in diverse lingue (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco e russo) gli ha consentito di esibirsi in tutto il mondo divenendo conosciuto in ogni parte del globo e rimanendo popolare per almeno 4 decenni in tutti i continenti. Il suo modo di cantare è stato paragonato a quello di Maurice Chevalier e di Frank Sinatra, anche se lui si è sempre definito un autore più che un interprete o cantante.

Ha cantato alla Carnegie Hall e in tutti i più importanti teatri del mondo ed ha duettato con star internazionali come Nana Mouskouri, Liza Minnelli, Sumiva Moreno, Compay Segundo, Céline Dion, Mia Martini, Milva e Laura Pausini.

Nel 1989, scrive il testo di “Pour toi Armenie” con la musica di Georges Garvarentz. Il brano verrà poi riadattato alla lingua inglese ed uscirà su 45 giri con il titolo “For you Armenia”. Tutto il ricavato andrà ad aiutare i bambini Armeni. Aznavour era spesso impegnato in azioni umanitarie e raccolte benefiche soprattutto per l’Armenia: dal 1995 è Ambasciatore itinerante dell’Armenia presso l’Unesco, dal 2004 è Eroe nazionale dell’Armenia, dal 2009 è ambasciatore dell’Armenia in Svizzera. Tra i vari riconoscimenti ricevuti spicca la Legion D’Onore francese.

Charles Aznavour e l’Italia

Nel nostro Paese ha collaborato con Giorgio Calabrese per quasi tutte le traduzioni in italiano delle sue canzoni. Nel 1972 partecipa al Festivalbar cantando in italiano “Quel che non si fa più” ed ha partecipato per ben due volte come ospite al Festival di Sanremo: nel 1981, portando sul palco dell’Ariston il brano “Poi passa” e nel 1989 con la canzone “Momenti sì, momenti no”.

Molti interpreti della musica italiana hanno inciso le sue canzoni: Gino Paoli cantò la versione italiana di “Il faut savoir” divenuta “Devi sapere”, Domenico Modugno cantò “La mamma”, Ornella Vanoni incise nel 1968 “La boheme” e la versione italiana di “Après l’amour” con il titolo “L’amore è come un giorno”.

Anche l’inavvicinabile Mina con “Ed io tra di voi” ha cantato Aznavour. Ma l’elenco continua con Gigliola Cinquetti, Gipo Farassino, Enrico Ruggeri, Renato Zero, Franco Battiato, Massimo Ranieri e Gilda Giuliani e ne dimentico alcuni!

Da notare che Iva Zanicchi è la sola cantante italiana con la quale Aznavour ha collaborato ad un intero LP, “Caro Aznavour” del 1971.

Nel 1994 la canzone “Quel che non si fa più” venne scelta come colonna sonora di uno spot del Mulino Bianco. Il brano è perfetto: la musica del pezzo ed il suo arrangiamento oscillano tra passato e presente, lasciando continuamente uno il posto all’altro per mostrarci immagini di ieri e di oggi. Proprio come ciò che vuole suggerirci lo spot: un prodotto genuino fatto con le migliori materie prime naturali alla vecchia maniera.

La presenza italiana di Aznavour nell’ultimo decennio passa attraverso Silvio Berlusconi, da sempre suo fan. I due si incontrano nel luglio del 2010 a Milano dove, in chiusura di una cena di gala, Aznavour si esibisce tra le guglie del Duomo di Milano di fronte a un pubblico selezionato. Berlusconi annunciò ad inizio serata che non avrebbero duettato per il timore che il cantante potesse uscire ‘ferito’ dal confronto. Tuttavia, i soliti ben informati, suggerirono che ci fu un rifiuto netto e decisivo da parte del cantautore francese che non si fece in alcun modo sedurre.

Alessandro Carugini

Alessandro Carugini

Nato a Pisa nel 1978, è uno speaker radiofonico conosciuto come The Mexican per i suoi modi calmi e sempre posati. Fin da bambino cresce con la musica nelle orecchie ed i vinili tra le mani, passando da ascoltatore a collezionista e pian piano ad esperto ed attento “musicologo“. Ad oggi collabora con diverse riviste e magazine, online e cartacei, e raggiunge l’apice della soddisfazione nel 2021 collaborando con la rivista inglese Record Collector.
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