L’11 luglio 2023 i Placebo hanno tenuto un concerto al Sonic Park di Stupinigi, appena fuori Torino. Durante l’esibizione, di fronte a cinquemila fan, il frontman Brian Molko ha tenuto un discorso a favore delle persone transgender e nonbinary e poi si è lanciato in una serie di epiteti contro la premier Giorgia Meloni: «Pezzo di merda, razzista, fascista. Vaffanculo». Il tutto concluso con il gesto dell’ombrello.
Secondo le informazioni raccolte da TorinoToday, i carabinieri in loco avrebbero trasmesso una segnalazione alla procura di Torino, per poter fare le valutazioni del caso. Valutazioni che hanno portato, a quasi un anno e mezzo di distanza dell’episodio, al via libera al procedimento giudiziario contro il cantante, concesso dal Minisero della Giustizia.
Brian Molko dei Placebo a processo
Molko è accusato di vilipendio delle istituzioni, un reato che, in Italia, prevede una pena pecuniaria. In caso di condanna, il musicista potrebbe dover pagare una multa tra i 1000 e i 5000 euro.
Brian è noto per il suo essere sa sempre privo di peli sulla lingua, specialmente riguardo a questioni che gli stanno a cuore. Pochi mesi prima del concerto a Stupinigi, ad esempio, ha abbandonato il palco durante un live a Varsavia perché il pubblico stava riprendendo la performance con il telefonino. In Italia, invece, è ricordato dal pubblico generalista per la sua ormai celebre “sfuriata” al Festival di Sanremo 2001, durante la quale distrusse una chitarra sul palcoscenico dell’Ariston, davanti a un’attonita Raffaella Carrà. Un gesto rock and roll, che però la platea non aveva particolarmente apprezzato, ricoprendolo di fischi.
Federica Checchia
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