Cinema

“Il gatto con gli stivali”: il prequel di “Shrek” riscrive la favola tradizionale

Nel 2011 arriva nelle sale lo spin-off della saga dell’orco verde dedicato al carismatico personaggio apparso in “Shrek 2”: il film d’animazione “Il gatto con gli stivali”. Alla regia di questo film ambientato anni prima dell’incontro tra Gatto, Shrek e Ciuchino troviamo Chris Miller, già responsabile della direzione di “Shrek Terzo”.

La sceneggiatura di Tom Wheeler e David H. Steinberg si distanzia molto dalla favola consacrata dalla tradizione, intrecciando la storia dell’astuto gatto con quella di altri personaggi che appartengono ad altri racconti, altre fiabe, altri mondi narrativi, come tipico delle narrazioni dell’universo di Molto Molto Lontano.

“Il gatto con gli stivali”, una fiaba popolare dalla dubbia morale

La fiaba popolare del gatto con gli stivali trova le sue origini molto indietro nel tempo, in particolare nell’Europa del 1500, per poi essere consegnata al canone favolistico dalla versione del XVII secolo del celebre autore francese Charles Perrault.

La favola tradizionale, pubblicata per la prima volta da Perrault, narra del terzo figlio di un povero mugnaio, che alla sua morte lascia ai suoi tre figli rispettivamente un mulino, un asino ed un gatto. Il terzogenito scopre però presto che il gatto può parlare ed è dotato di un’invidiabile astuzia che lo porterà a conquistare una serie di opportunità e fortune per il proprio padrone.

"Il gatto con gli stivali", Credits: Best Movies
“Il gatto con gli stivali”, Credits: Best Movies

Il Gatto con un’escamotage fa credere al re che il suo padrone sia il marchese di Carabas (nome inventato da lui stesso) e fa in modo che la principessa si innamori del padrone. Questo incredibile Gatto si prende persino gioco di un orco che può assumere qualsiasi forma voglia, sconfiggendolo, ancora una volta, con l’ingegno, assicurando a sè e al figlio del mugnaio benessere e ricchezza.

Sono state molteplici le riscritture di questo racconto popolare. Non da ultima la parodia teatrale di Ludwig Tiek, che ha preso spunto dalla stesura di Perrault per una satira drammatica del proprio tempo. La versione animata di Chris Miller si trova quindi la strada ben spianata da una tradizione di reinterpretazioni e riscritture.

Una nuova versione: uno spadaccino latin lover

Abbiamo già accennato al fatto che nel film di Miller s’intreccino più favole e personaggi fiabeschi, ma vale la pena soffermarci un momento sulla caratterizzazione del gatto stesso. Il gatto con gli stivali nel mondo delle avventure di Shrek è frutto della compressione di più eroi della cultura popolare: è un ladro gentiluomo e dongiovannesco, che ci richiama immediatamente Lupin, ed un abile spadaccino con origini spagnole…

Il riferimento a Zorro non è minimamente velato, tra citazioni esplicite e il doppiaggio di Antonio Banderas, volto dell’eroe mascherato ne “La maschera di Zorro” (mi si scusi il disascalico gioco di parole). I tratti essenziali di questa figura più che l’astuzia sembrano quindi essere il fascino, l’abilità con la spada e un paio di occhioni dolci.

Accanto a lui nella storia di questo recupero di una fratellanza perduta ci sono Humpty Dumpty e Kitty “Zampe di Velluto” che con lui cercano i fagioli magici della favola di “Jack e il fagiolo magico“. Il primo personaggio è il protagonista di una filastrocca inglese di Mamma Oca e di un capitolo di “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò” di Lewis Carroll, mentre il secondo è un personaggi d’invenzione.

Se stasera aveste voglia di un film d’animazione leggero, che gioca con i topoi delle favole e regala più di un sorriso, alle 21.20 su Italia1 è in onda “Il gatto con gli stivali“.

Debora Troiani

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Debora Troiani

Laureata in Lingue, Letterature, Culture e Traduzioni alla Sapienza, studio ora Editoria e Scrittura, con un curriculum orientato al giornalismo. Sono una grande appassionata di lingue e letterature straniere (soprattutto russa e tedesca), di teatro, cinema e in generale di forme d'arte impegnata che affronta temi sociali.
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