l Muro Del Canto in Cavea Auditorium PdM 2020 – Ph © Emanuela Vertolli

La Cavea Auditorium Parco della Musica, per il penultimo appuntamento della rassegna estiva Auditorium Reloaded, ha lasciato il palco ieri sera a un gruppo che negli ultimi anni ha conquistato un posto speciale nel cuore dei romani: Il Muro del Canto.

Quattro album all’attivo e un nuovo lavoro nato nell’isolamento di una vigna durante il lockdown in uscita il prossimo anno, il Muro, in uno stile a metà tra la tradizione popolare e il rock, attraverso la potente voce di Daniele Coccia che è ormai un marchio di fabbrica, canta d’amore, vita e morte, con un’impronta anticlericale e il coraggio di schierarsi sempre davanti alle ingiustizie.

l Muro Del Canto in Cavea Auditorium PdM 2020 – Ph © Emanuela Vertolli

Il Muro del Canto: sempre dalla stessa parte li troverai

Sulle note di Fake Empire dei The National e tra le ovazioni del pubblico della Cavea, nel consueto total black, i sei ragazzi del Muro salgono sul palco. Pochi convenevoli e si parte con Come Tre (dal terzo album Fiore de Niente), per poi proseguire con L’Osteria dei Frati e Maleficio (da Ancora Ridi). È il momento del monologo Roma Maledetta di Alessandro Pieravanti che conclude rivolgendo le prime parole ai presenti in maniera estremamente significativa, ribadendo da che parte sta il Muro: il Muro sta ancora una volta dalla parte di chi subisce ingiustizie, contro la schifosa indifferenza. Il Muro sta con i familiari di Willy, il giovane barbaramente massacrato di botte in provincia di Roma nella notte tra sabato e domenica.

È un concerto speciale questo, e non solo perché si torna insieme dopo tanti mesi di sofferenza. Lo è perché il momento storico è uno di quelli che richiedono attenzione e coraggio per schierarsi con ciò che è giusto. Coraggio che al Muro non è mai mancato e a fargli compagnia e dare ancora maggiore forza al loro messaggio ieri sul palco è salito un amico, un “fratello”: Vinicio Marchioni. L’attore romano, protagonista del video di Reggime Er Gioco, ha reso un’interpretazione visibilmente sentita del monologo Mi Padre è Morto Partigiano, toccando le corde più profonde dell’animo del pubblico in platea che, sulla dedica finale ancora a Willy, si è ritrovata con gli occhi lucidi.

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Una scaletta speciale per un agognato ritrovarsi

I ragazzi hanno preparato una speciale setlist per una serata attesa da mesi. C’è modo di ricordare il bombardamento del quartiere San Lorenzo nel ‘43 e l’occasione per suonare brani che raramente hanno trovato posto nei precedenti live del gruppo, come L’Orto delle Stelle, da L’Ammazzasette.

Particolarmente intenso il momento “unplugged” in cui i ragazzi si accomodano su degli sgabelli per creare un’atmosfera raccolta e rivisitare in chiave più intima alcuni dei loro brani più amati: L’Amore Mio Non more in un’inedita versione in cui Pieravanti e Coccia alternano parlato e cantato. Intanto er Sole se Nasconne, dedicata a Giancarlo Barbati in platea (Giancane, ex chitarrista del gruppo), Ridi Pajaccio e 7 Vizi Capitale, spogliate della batteria.

l Muro Del Canto in Cavea Auditorium PdM 2020 - Ph © Emanuela Vertolli
l Muro Del Canto in Cavea Auditorium PdM 2020 – Ph © Emanuela Vertolli

I classici del Muro e gli inediti

L’intensa Quando Scende la Notte è una dedica al pubblico e “a tutto questo, che quando stavamo chiusi in casa ci mancava e la notte ci pensavamo”. Il rito del ricongiungersi passa, ovviamente, anche attraverso i brani più amati dallo zoccolo duro degli affezionati del Muro: Ginocchi Rossi, L’Anima de li Mejo, Il Canto degli Affamati, La Vita è Una, dall’ultimo lavoro L’Amore Mio Non More, così come Domani, che in questa serata assume un significato particolare perché “dopo tutto quello che abbiamo passato, guardiamo al domani col cuore in mano”.

La serata era speciale e i ragazzi avevano preannunciato dei regali che sono infatti arrivati sul finale: due brani dal nuovo album in uscita. Il primo è un rifacimento di Noi De Borgata, di Armandino Liberti, uno del popolo, “uno de noi”, scritta in risposta a Gente de Borgata di Califano. Il secondo regalo è un bellissimo inedito del Muro e si intitola Lupa.

l Muro Del Canto in Cavea Auditorium PdM 2020 - Ph © Emanuela Vertolli
l Muro Del Canto in Cavea Auditorium PdM 2020 – Ph © Emanuela Vertolli

La grande famiglia de Il Muro del Canto

Chi conosce Il Muro del Canto, e magari ha assistito a qualche concerto in passato, sa che la soluzione “tutti seduti e distanziati” non è esattamente il tipo di contesto al quale i ragazzi sono abituati. Solitamente i live del Muro sono un’esplosione di energia, grandi momenti di unione e tanto “contatto fisico”. La scommessa era dunque riuscire a ricreare quello stesso sentimento di partecipazione in una situazione decisamente diversa.

Di certo la prolungata attesa ha fatto la sua parte, ma è soprattutto grazie al forte legame che il gruppo ha negli anni costruito con la propria “famiglia” e alla grinta sprigionata da ognuno dei ragazzi se la serata di ieri si è trasformata in un momento di gioia, liberazione e gratitudine, con la speranza di ritrovarsi presto, magari più vicini.

Il Muro del Canto sono:
Daniele Coccia Paifelman: voce
Alessandro Pieravanti: voce narrante e batteria
Ludovico Lamarra: basso elettrico
Eric Caldironi: chitarra acustica
Franco Pietropaoli: chitarra elettrica
Alessandro Marinelli: fisarmonica

Live Report: Emanuela Cristo

Le immagini sono a cura di © Emanuela Vertolli

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