Musica

Enzo Avitabile riparte ‘ngopp ‘o groove!

Il nuovo appuntamento con la rassegna estiva romana Auditorium Reloaded si è tenuto ieri sera 5 agosto, come di consueto alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, ed ha avuto come protagonista un grande artista italiano da sempre apprezzatissimo all’estero: il Maestro Enzo Avitabile.

La locandina dell'Auditorium Reloaded per la serata di Enzo Avitabile - Ph: web
La locandina dell’Auditorium Reloaded per la serata di Enzo Avitabile – Ph: web

L’Acoustic World tour

La formazione salita sul palco ieri sera è quella che il Maestro sta portando in scena da circa tre anni per il suo progetto Acoustic World ed è un trio formato da Avitabile, appunto, alla voce fiati, pentarpa napoletana e saxello, Gianluigi Di Fenza alla chitarra napoletana ed Emidio Ausiello alle percussioni. Lo spettacolo attinge a piene mani dalla produzione musicale degli ultimi quindici anni dell’artista partenopeo, per la precisione dagli ultimi sei album, intrisi di recupero della tradizione e rivisitazione in chiave internazionale, con preziosi ospiti provenienti dagli angoli più svariati del mondo (pensiamo a Bob Geldof, Amal Murkus, Daby Toure, David Crosby, oltre alla lunga schiera di artisti italiani).

L’esibizione in chiave acustica è, per natura, un incontro intimo, sicuramente diverso rispetto alle performance alle quali ci ha abituati Avitabile, negli ultimi anni spesso sul palco con i Bottari di Portico. Ma il Maestro ci tiene a precisare:

“Non ci faremo mancare nulla: parola, suono, gesto, danza. Per noi sono i concerti della ripartenza. Proviamo ad essere presenti con la musica.”

Gianluigi Di Fenza, Enzo Avitabile, Emidio Ausiello in una tappa dell'Acoustic World - Ph: web
Gianluigi Di Fenza, Enzo Avitabile, Emidio Ausiello in una tappa dell’Acoustic World – Ph: web

Lo sguardo sempre attento agli ultimi del mondo

La partenza è delicata e intensa, con Don Salvatò, chitarra e pentarpa. Brano che è valso ad Avitabile la prima Targa Tenco: quasi una preghiera in cui l’artista, nella sua essenza più umana, si interroga e interroga Dio sulla propria esistenza e le proprie sofferenze, chiedendo perdono e compassione per l’uomo che da secoli non smette di inciampare negli stessi errori. E le contingenze di questo particolare periodo rendono quest’inizio ancor più sentito.

La poetica di Avitabile è da sempre uno sguardo attento agli ultimi di tutto il mondo e si prosegue con una dedica ai bambini siriani con Tutt’egual song’ ‘e Criature, Mane e Mane per le bambine del Benin e un pensiero ai disperati che arrivano dal mare con Attraverso l’acqua, scritta con Francesco De Gregori. Canta Palestina è un omaggio a Vittorio Arrigoni, l’attivista italiano ucciso a Gaza nel 2011. Ausiello inizia il viaggio dall’antichità dei ritmi della Magna Grecia con ciò che è considerato il groove di partenza: la tammorra. E l’atmosfera si scalda al grido di “‘e mane ‘ngopp ‘o groove!” e Napoli Nord, con il motto “meglio ‘na tammurriata ca ‘na guerra” che ritorna ad intervalli per tutto lo spettacolo.

Salvamm ‘o munn – Enzo Avitabile con i Bottari di Portico e James Senese 2019

Il valore inestimabile della mescolanza di culture e le emozioni

Enzo Avitabile è uno dei maggiori rappresentanti della World Music in Italia: la sua poetica, i testi, i diversi idiomi cantati, gli strumenti portati sul palco sono tutti testimonianza di un eterno interesse per la commistione e la mescolanza di culture da tutto il mondo. Risalgono già all’adolescenza i primi esperimenti di intrecci tra suoni americani e suoni della tradizione partenopea, come nel caso della rivisitazione di It’S A Man’s Man’s Man’s World, di James Brown, cantata in inglese e in napoletano. Soul Express è un altro brano che riporta agli inizi della produzione dell’artista.

Due momenti molto toccanti con la versione in napoletano di La Guerra di Piero di Fabrizio De Andrè, al quale lo accomuna l’empatia per gli ultimi e i diseredati, (che è valso ad Avitabile il Premio alla Carriera Fabrizio De Andrè) e il primo bis della serata in cui il Maestro lascia il centro del palco per avvicinarsi a Di Fenza con queste parole:

“E’ come se lasciassi il palco ma sto sempre qua. Lasciamo questo palco a mio fratello Pino Daniele”

E, ricordando gli anni in cui i due amici suonavano insieme nel gruppo Batracomiomachia, intona una intensa Terra Mia, con la partecipazione commossa del pubblico della Cavea.

Enzo Avitabile - Ph: web
Enzo Avitabile – Ph: web

“Meglio ‘na tammurriata ca ‘na guerra”: esorcizzare il male con i ritmi della terra

La parte conclusiva del concerto è un’esplosione di energia che sa di liberazione e coinvolge i presenti con Avitabile maestro di cerimonie/sciamano che, facendo riferimento al quarto elemento della sua musica, la danza, invita la platea ad alzarsi in piedi e ballare “senza esagerare, che poi ci fanno un altro decreto!” Si innesca con Salvamm ‘o Munno, che diventa automaticamente un augurio e un’esortazione: “Salvammolo stu munno! Non vi sedete, che c’ammo miso sei mesi pe c’aizà”. E si prosegue poi con il pubblico che si scatena in Aizamm ‘na mano, laddove la musica, secondo il Maestro, va oltre le parole e diventa mantra, rituale dei popoli della terra.

Un omaggio, non previsto, alla canzone napoletana classica e al grande Sergio Bruni con Carmela, e un finale dal ritmo avvolgente ed emozionante con Aizete e la tarantella Nun è Giusto. Avitabile scende dal palco nello stesso modo in cui ci è salito: fra le ovazioni del pubblico.

“Simm stat proprio ‘na chiavica, eh? Ritrovarsi qua è molto bello. Un applauso alla vita!”.

E un grandissimo applauso al Maestro Enzo Avitabile.

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