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Il padel e gli infortuni al gomito: come curarli?

Uno sport dalla notevole diffusione e fortuna il padel. Diverse le caratteristiche a rendere così appetibile l’entusiasmante gioco del momento. Prima tra tutte la fruibilità, conosciuta come attività inclusiva, adatta a tutti, anche a soggetti non allenati. Uno sport in espansione anche in periodo di pandemia, vista la possibilità di praticarlo rispettando le concessioni relative al rischio di contagio. Il gioco, nato negli anni ’70 in Messico e in Italia nel 1991 con la Federazione Italiana Padel, deve il suo successo proprio alla sua facilità di adattamento. Apprezzato per i suoi movimenti rapidi e immediati, il padel ha così attratto tanti nuovi giocatori. Uno sport la cui facilità non esclude tuttavia l’eventualità di infortuni, soprattutto al gomito, per persone con condizioni fisiche non ottimali e che giocano a padel per la prima volta.

Uno sport adatto a tutti il padel, la sua facilità non evita però gli infortuni. Frequenti i dolori al gomito tra i neofiti: quali le cause?

Il padel e gli infortuni al gomito: come curarli?

Un divertimento assicurato con il padel, senza la necessità di avere un’esperienza significativa alle spalle. Uno sport che deve così la sua fortuna al costante incremento di appassionati, tra cui tanti soggetti non allenati. Non richiedendo caratteristiche fisiche particolari, esso è infatti alla portata di tutti. La facilità nel praticare il padel non evita tuttavia il rischio di infortuni, come i frequenti dolori al gomito per i neofiti. Come evitare questi inconvenienti? Vediamo di che si tratta.

Secondo la spiegazione del Dott. Paolo Torneri sulla Gazzetta dello Sport, il dolore laterale al gomito, l’epicondilite, è una patologia che causa fastidio soprattutto nelle fasi di gioco, ma anche nella vita quotidiana. Il gomito del tennista, o padelista, colpisce l’arto dominante con cui si tiene la racchetta, soprattutto nei soggetti tra i 40 e i 60 anni. Di solito il dolore si manifesta durante i movimenti di impatto con la palla, ma può giungere a fasi acute in cui si presenta anche a riposo.

Tra i sintomi di epicondilite c’è il dolore nella porzione laterale del gomito e dell’avambraccio, dolore e perdita di forza quando si prendono in mano gli oggetti, dolore ai muscoli laterali dell’avambraccio. Secondo Torneri, il dolore si manifesta quasi come attivato da un interruttore, perché determinato dal gomito stressato, mentre tende a cessare quando è a riposo.

Tra le cause, nonostante prima si pensava si trattasse di un processo infiammatorio, in base a recenti studi scientifici si tratterebbe in realtà di “infortuni da sovraccarico”. I tendini che si inseriscono sull’epicondilo, componente ossea dell’articolazione del gomito sarebbero infatti particolarmente fragili e sensibili al carico meccanico a cui vengono sottoposti.

Come reagire ai dolori al gomito: astenersi dalle attività o esercitarsi per avere più resistenza e forza?

Se stimolati in modo graduale, i tendini possono diventare più forti e reagire anche ai carichi, ma in assenza di allenamento possono diventare anche più deboli. La perdita di resistenza dovuta alla mancanza di allenamento, anche per riposo dopo l’infortunio può determinare un circolo vizioso. Astenersi completamente dall’attività non influenzerebbe infatti in modo positivo la resistenza del tendine, con il rischio che tale problema si manifesti piuttosto in misura peggiore. Come fare per reagire?

Non si tratta di una patologia risolvibile spontaneamente, tende anzi a peggiorare nel tempo colpendo anche altre aree diffondendosi e riducendo forza e funzionalità. Proprio perché causato da un carico eccessivo, per risolvere il problema è necessario regolare la attività, mantenendone alcune e sospendendone altre. Da valutare attentamente i movimenti da fare o evitare, come il rovescio che potrebbe provocare il dolore. Se occorre ridurre o rimuovere gli stimoli che stressano il tendine, è comunque importante rinforzare il tessuto tendineo in modo che possa avere di nuovo una buona resistenza. Alcuni esercizi possono essere efficaci per ridurre il dolore e aumentare mobilità e forza.

Una situazione in cui un bravo fisioterapista specializzato nel trattamento di disturbi muscoloscheletrici può essere di fondamentale e necessario aiuto, anche per capire quali sono le proposte terapeutiche associate all’allenamento. Per un recupero completo un programma di esercizi adatti e selezionati da esperti sembra essere quindi il modo migliore per riacquistare la forza e la resistenza necessaria per riprendere a giocare.

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Liliana Longoni

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