Il WFP, ovvero il Programma alimentare mondiale gestito dall ONU, che si occupa dell’assistenza alimentare nel mondo, ha affermato di aver esaurito le scorte di cibo presenti nella Striscia di Gaza. Dal 2 marzo, infatti, Israele ha bloccato le consegne di aiuti umanitari.

Venerdì sono state consegnate le ultime riserve per la preparazione di pasti caldi, che però termineranno nei prossimi giorni. «Anche se raggiungevano solo metà della popolazione e fornivano solo un quarto delle necessità alimentari giornaliere, hanno rappresentato un’ancora di salvezza importante», ha dichiarato il WFP.

La situazione nella Striscia di Gaza

Striscia di Gaza
Le scorte di cibo nella Striscia di Gaza sono quasi del tutto esaurite

Il 31 marzo tutte le panetterie che preparavano il pane nella Striscia, venticinque in tutto, hanno chiuso i battenti per la mancanza di farina e di carburante per il funzionamento dei forni. Qualche giorno fa, invece, a finire erano stati i pacchi di cibo che l’organizzazione distribuiva alle famiglie, ognuno dei quali conteneva razioni per due settimane. Il Programma alimentare ha a disposizione centosedicimila tonnellate di aiuti alimentari che si trovano già al confine, pronte per essere consegnate alla popolazione bisognosa: le riserve basterebbero per un milione di persone e potrebbero durare fino ai quattro mesi.

La situazione all’interno della Striscia di Gaza ha nuovamente raggiunto un punto di rottura: le persone stanno esaurendo le loro risorse e i fragili progressi ottenuti durante il breve cessate il fuoco si sono infranti. Senza un’azione urgente per aprire le frontiere all’ingresso di aiuti e commerci, l’assistenza critica del WFP potrebbe essere costretta a cessare. L’ONU ha esortato tutte le parti a dare priorità ai bisogni dei civili e a consentire l’ingresso immediato degli aiuti a Gaza, rispettando i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario.

Federica Checchia

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