Uno scenario che sembrerebbe familiare, quello ritrovato a Firenze sul lungarno degli Acciaiuoli di fronte a Ponte Vecchio: un agente che immobilizza a terra un uomo senegalese (25 anni) con un braccio stretto intorno al collo, mentre l’altro è seduto sulle sue gambe. “Smettetela di strozzarlo – urla chi assiste alla scena – Basta, ma che ha fatto?”.
La posizione del Senegal e l’ambasciatore a Firenze
La città di Firenze è divisa tra chi approva l’intervento delle Forze dell’Ordine sul venditore abusivo e chi lo condanna, mentre il Senegal parla di “arresto razzista”, come riporta Repubblica. Il video intanto ha già fatto il giro del web divenendo rivale. Secondo l’amministrazione comunale, l’uomo viene “sottoposto a fermo per identificazione e denunciato a piede libero per resistenza, lesioni e per rifiuto di generalità, perché, quando è stato fermato per il verbale, si è rifiutato di dare le generalità e consegnare la merce e ha prima strattonato un agente e poi colpito a spinte e pugni un altro, che per questo ha tentato di immobilizzarlo. Gli uomini in divisa hanno riportato lesioni guaribili in tre e cinque giorni, non risulta invece alcuna lesione né alcun accesso al pronto soccorso da parte del fermato”.
Inoltre, il documento del ministero degli esteri riporta “Il ministero degli Affari Esteri – ha appreso con costernazione del video trasmesso sui social network riguardo alla violenza subita da un cittadino senegalese in Italia. Immediatamente informata dei fatti e dell’identità della vittima, l’ambasciata senegalese a Roma si è immediatamente rivolta al ministero degli Esteri italiano”.
L’ambasciatore del Senegal a Roma raggiunge Firenze. Il governo senegalese “denuncia e condanna con forza questo trattamento razzista, disumano e degradante, tanto più grave in quanto commesso da forze dell’ordine, che dovrebbero applicare la legge e garantire l’incolumità delle persone e dei beni. L’ambasciatore del Senegal a Roma ha ricevuto istruzioni di recarsi senza indugio a Firenze dal nostro connazionale e alla comunità senegalese. Incontrerà anche le autorità competenti per chiedere che si faccia luce su questa vicenda e che gli autori di questi atti siano portati davanti a un tribunale e puniti. Il Ministero continuerà a seguire questo caso e si riserva il diritto di intraprendere ogni altra azione opportuna”.
Lara Luciano





