Cinema

“Il texano dagli occhi di ghiaccio”, in tv il western eastwoodiano

Iris ritrasmette stasera in tv “Il texano dagli occhi di ghiaccio” di Clint Eastwood. È il secondo western da regista di successo del grande interprete americano dopo “Lo straniero senza nome”. È stato scelto nel 1996 per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti

Con “Il texano dagli occhi di ghiaccio” e prima ancora con “Lo straniero senza nome” Eastwood ha calvato l’ultima onda di marea di quel genere western che agli inizi degli anni 70′ appariva ormai in declino. Lo ha fatto continuando a percorrere quella strada che negli anni 60′ lo aveva reso grande grazie agli spaghetti western di Sergio Leone. Eastwood infatti ha imparato bene la lezione del suo personaggio tracciato da Leone che ripropone anche in questo film seppure con alcune differenze. Ad esempio a differenza di “Lo straniero senza nome” e dei film di Leone qui il personaggio di Eastwood ha un nome preciso ed un tragico evento legato direttamente alla sua storia come il massacro della sua famiglia

Il texano dagli occhi di ghiaccio, i buoni e i cattivi

Il texano dagli occhi di ghiaccio, fonte play.google.com

Clint Eastwood con “Il texano dagli occhi di ghiaccio”, come appare si dai momenti iniziali, non ha realizzato il solito western americano. Si ribaltano infatti i classici ruoli dei cattivi che stavolta sono una banda di nordisti e dei buoni che sono gli indiani e dei poveri sudisti. I primi infatti non sono aggressivi come nei soliti western o addirittura civilizzati e ironici sulle promesse non mantenute nell’uomo bianco. Accanto a loro poveri contadini, donne e giovani vittime del caos e della devastazione della guerra qui rappresentata in tutta la sua crudeltà. Non a caso questo film venne criticato per il troppo sangue e la troppa violenza pur essendo una pellicola di successo.

Alcune curiosità sul film

“Il texano dagli occhi di ghiaccio” è tratto dal romanzo intitolato “Gone to Texas” dell’ex capo del Ku Klux Klan Forrest Carter. Durante la stesura della sceneggiatura la sceneggiatrice Sonia Chernus e i supervisori Michael Cimino e Philip Kaufman eliminarono il razzismo del testo originale mantenendone l’attitudine verso i sudisti. Lo stesso Kaufman avrebbe dovuto dirigere anche il film. Tuttavia per frizioni con Eastwood dovute alla diversità di vedute politiche sulla sceneggiatura e sulla scritturazione di Sandra Locke, divenuta anche fidanzata in seguito di Eastwood, venne licenziato dopo 18 giorni di riprese.

Eastwood divenne anche regista del film ma il caso comportò una multa di 60.000 dollari alla produzione per aver violato lo statuto dei lavoratori e le proteste della Director’s Guild of America, la corporazione dei registi televisivi e cinematografici americani. Corporazione che emanò in seguito la regola Eastwood. Una legge che tutt’ora proibisce ad un attore o ad un produttore di licenziare il regista per prenderne il posto.

Stefano Delle Cave

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Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.
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