«Detenuta in una cella infestata da cimici. Priva di acqua e cibo. Costretta a baciare la bandiera israeliana mentre i soldati scattavano delle fotografie». Questo, secondo The Guardian, sarebbe stato il “trattamento speciale” riservato all’attivista svedese Greta Thunberg dall’IDF. L’esercito israeliano ha arrestato lei e altre quattrocento persone provenienti da ogni parte del mondo, prelevandole dalle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla mentre si trovavano in acque internazionali, dirette verso Gaza per consegnare aiuti umanitari al popolo palestinese.
La partecipazione della ventiduenne -nota per le sue battaglie contro la crisi climatica- all’iniziativa aveva accresciuto la visibilità della missione. Proprio per questo, come in molti avevano vaticinato, la ragazza è stata presa di mira in modo particolare da Israele.
Greta Thunberg «avvolta nella bandiera israeliana e portata in processione come un trofeo»

Un funzionario che ha visitato l’attivista in prigione ha affermato che Greta sarebbe stata detenuta in una cella infestata da cimici dei letti, con cibo e acqua insufficienti. «L’ambasciata è riuscita a incontrare Greta.», si legge, «Ha raccontato di essere disidratata e di non aver ricevuto abbastanza cibo. Ha anche riferito di aver sviluppato eruzioni cutanee, probabilmente a causa delle cimici dei letti. Ha parlato di trattamenti inumani».
Intervistato da CNN Turk, l’attivista Ersin Celik ha invece rivelato: «L’hanno tormentata e trascinata a terra. Poi l’hanno costretta a baciare la bandiera israeliana. Greta è solo una bambina. Le hanno fatto tutto l’immaginabile, come monito per gli altri». Gli fa eco il giornalista Lorenzo D’Agostino, che ha spiegato come la ragazza sia stata «avvolta nella bandiera israeliana e portata in processione come un trofeo». Una scena descritta con incredulità e rabbia da coloro che vi hanno assistito.
L’esercito israeliano ha usato l’attivista come monito
Le sevizie subite dall’attivista, utilizzata dall’IDF come avvertimento per i detenuti e e per chiunque abbia in mentre di ripetere l’impresa della Flotilla, addolorano, ma non sorprendono. In più e più occasioni Israele sta dimostrando di non tenere minimamente conto neanche dei diritti umani basilari, mentre una fetta di mondo continua a tacere di fronte ai soprusi portati avanti da Benjamin Netanyahu.
Greta Thunberg ha subito un trattamento disumano che, probabilmente, la segnerà nel profondo. Ha tuttavia dimostrato, ancora una volta, la propria caparbietà e la sua dedizione verso le cause che le stanno a cuore, indipendentemente da quali siano le conseguenze per lei. Ciò che le è accaduto deve -o almeno, dovrebbe- scuotere le coscienze di chi, nonostante tutto, continua a difendere e giustificare l’operato di Israele, senza neanche riuscire a dare il giusto nome a ciò che sta perpetrando contro il popolo di Gaza: un genocidio.
Federica Checchia





