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Von der Leyen presenta il nuovo piano immigrazione

Immigrazione, svelato a Bruxelles il progetto della Commissione. «Obbligo di solidarietà»: i Paesi che si oppongono alle redistribuzioni dagli altri Stati Ue dovranno offrire un aiuto economico.

Superare il regolamento di Dublino

La presidente della commissione europea Ursula von der Leyen ha lanciato il nuovo e attesissimo piano europeo su asilo e migrazione.

«Bisogna bilanciare molti interessi. Condividiamo tutti il fardello. Ora è tempo di alzare la sfida per gestire la migrazione in modo congiunto, col un nuovo equilibrio tra solidarietà e responsabilità. Il vecchio sistema di gestione non funziona più. Questo è un nuovo inizio per l’Ue.».

Il vicepresidente Margaritis Schinas e la commissaria Ue, Ylva Johansson hanno poi presentato il piano nel dettaglio. Non prevede i trasferimenti obbligatori di migranti sbarcati nelle coste Ue verso gli altri Paesi dell’Unione europea, come invece richiesto dal Governo italiano, ma dà agli Stati la possibilità di decidere se accogliere i migranti sbarcati altrove o se finanziare il loro rimpatrio. 

Screening pre-ingresso

Il piano prevede una procedura di frontiera integrata, che per la prima volta comprende uno screening pre-ingresso che copra l’identificazione di tutte le persone che attraversano le frontiere esterne dell’Ue senza autorizzazione o che sono state sbarcate dopo un’operazione di ricerca e salvataggio. Ciò comporterà anche un controllo sanitario e di sicurezza, rilevamento delle impronte digitali e registrazione nella banca dati Eurodac.

Immigrazione e solidarietà «obbligatoria»

I singoli Stati Ue saranno tenuti ad agire in modo responsabile e solidale gli uni con gli altri, come già previsto dai Trattati Ue. Ogni Stato membro, senza alcuna eccezione, deve agire in modo solidale nei periodi di stress per contribuire a stabilizzare il sistema generale, sostenere gli Stati membri sotto pressione e garantire che l’Unione adempia ai propri obblighi umanitari.

La Commissione propone «un sistema di contributi flessibili da parte degli Stati membri» che potranno aprire le porte alla «ricollocazione dei richiedenti asilo dal Paese di primo ingresso», ma anche farsi carico del rimpatrio di persone senza diritto di soggiorno (con contributi da 10 mila euro a persona).

Il nuovo sistema, si basa quindi su forme di sostegno su base volontaria, ma nei momenti di pressione sui singoli Stati membri saranno richiesti contributi più rigorosi.

Immigrazione: le partnership con i Paesi extra-Ue

I paesi extra-Ue aiuteranno ad affrontare sfide condivise come il traffico di migranti, ma anche a sviluppare percorsi legali di ingresso nei Paesi Ue e garantiranno l’efficace attuazione degli accordi e delle disposizioni di rimpatrio. 

Il piano della Commissione ora dovrà essere approvato dagli Stati membri e dovrebbe sostituire il regolamento di Dublino.

Accoglienza migranti Fonte: google.it
Accoglienza migranti
Fonte: google.it

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