Da gennaio, la diocesi di Bolzano-Bressanone ha ricevuto trenta nuove segnalazioni di presunti abusi sessuali su minori e persone vulnerabili in Alto Adige, risalenti agli anni Settanta e Ottanta; a commetterli, sarebbero stati dei sacerdoti. Don Gottfried Ugolini, responsabile del Servizio per la tutela dei minori della diocesi, ne ha dato la notizia durante un convegno intitolato -non casualmente- «Il coraggio di agire».
Come da lui riportato, almeno due tra i sacerdoti accusati sono ancora vivi, ma non più in servizio. Il prete ha spiegato: «Un cambio radicale è stato avviato. Si è compreso che ci sono strutture, mentalità e tradizioni che non prendono ancora sufficientemente a cuore questa piaga. Serve un cambiamento culturale strutturale basato sulla responsabilità personale per una comunità ecclesiale e sociale più umana, più cristiana, più socialmente giusta e solidale».
Sacerdoti e abusi sessuali: la posizione della Chiesa
Negli ultimi anni, le indagini avevano rilevato sessantasette presunte situazioni di abuso, alle quali si sommano ora le ulteriori trenta, per un totale di quasi cento casi di violenza. Le presunte vittime sono settantacinque, per la maggior parte di sesso femminile, e tutte minorenni. Tra loro, tre uomini si sono suicidati decenni dopo le violenze subite.
Il vescovo Ivo Muser ha ammesso gli errori commessi dalla Chiesa, e ha dichiarato che le vittime verranno coinvolte nei processi decisionali della diocesi. Ha poi annunciato delle modifiche nei sistemi di prevenzione, per rendere tutto più trasparente. «Non possiamo cambiare il passato, ma per il futuro serve professionalità e ascolto vero», ha detto, «La piaga dell’abuso è presente all’interno della Chiesa, delle famiglie, in tutti gli ambiti della società. Dobbiamo collaborare, guardare in faccia quello che accade e andare avanti insieme».
Federica Checchia





