Nella provincia autonoma di Bolzano sta riemergendo in questi giorni una vecchia polemica che riguarda il bilinguismo in Alto Adige. Al centro della disputa, il fatto che le indicazioni sui cartelli segnaletici sui sentieri di montagna della regione siano spesso scritte o solo in italiano o solo in tedesco; in questo modo, dunque, una parte dei residenti e dei turisti resta necessariamente esclusa dalla comprensione del testo.

Carlo Zannella, presidente del CAI, il Club Alpino Italiano altoatesino, e il consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Bolzano Tritan Myftiu, hanno segnalato al Corriere della Sera la presenza di molte segnalazioni solo in lingua tedesca. Una scelta, quella dell’Alto Adige, che rende difficile per turisti ed escursionisti italiani orientarsi.

Il problema dei cartelli in Alto Adige, tra cultura e sicurezza

La questione accentua ancora una volta i problemi di convivenza linguistica, mai del tutto risolti, sul territorio. Myftiu ha dichiarato che molti di questi cartello segnalano situazioni di pericolo, come ad esempio la presenza di cavi dell’alta tensione a San Martino in Sarentino, sopra il lago di Valdurna. Il fatto che non tutti possano capire cosa ci sia scritto rende quindi l’area piuttosto pericolosa.

Al Corriere ha affermato: «Lo vedo come un tentativo per farti sentire straniero in patria. Non è una disattenzione». Gli fa eco Marco Galateo, vicepresidente della Provincia autonoma di Bolzano: «i cartelli solo in tedesco sono una scelta sbagliata, contro legge e buon senso».

Federica Checchia