La località di Adamuz, in Spagna, è diventata teatro di un gravissimo incidente ferroviario che ha provocato 40 vittime e numerosi feriti. La dinamica vede come protagonista un treno ad alta velocità della compagnia Iryo, uscito improvvisamente dai binari. Poco dopo il deragliamento, un secondo convoglio che procedeva in direzione opposta ha colpito il treno incidentato, aggravando drasticamente il bilancio della tragedia.

Le autorità al lavoro: tra indagini giudiziarie e rilievi tecnici

Attualmente le autorità spagnole stanno portando avanti due procedure distinte: una di tipo giudiziario, affidata alla polizia, e una di natura tecnica. Quest’ultima ricade sotto la responsabilità della Commissione investigativa sugli incidenti ferroviari (CIAF). Anche se la CIAF opera all’interno del ministero dei Trasporti, l’organismo mantiene un’indipendenza formale per garantire l’imparzialità. I tre elementi individuati dagli esperti pongono l’attenzione sulla ricerca di possibili guasti meccanici del treno Iryo, l’analisi dello scambio dei binari situato nel punto dell’impatto e lo stato di conservazione delle rotaie. Tuttavia, non sono ancora state diffuse spiegazioni ufficiali.

Gli inquirenti, per ora, virano sull’ipotesi del cedimento strutturale della linea ferroviaria. Alcune fonti citate da El País, invece, ritengono che la rottura del binario abbia scatenato l’incidente. I tecnici hanno ipotizzato in un primo momento che un possibile guasto potesse riguardare il cedimento di un giunto di dilatazione (ovvero quel dispositivo che consente al metallo di espandersi o contrarsi, a seconda della temperatura). Il ministro dei Trasporti, Óscar Puente, ha dichiarato che quel tratto di linea era stato rinnovato a maggio dello scorso anno. Per ora gli investigatori escludono sia l’errore umano sia eventuali atti di sabotaggio.

Tempi lunghi per ricevere il rapporto tecnico definitivo

Il primo ministro Pedro Sánchez ha promesso massima rapidità nella diffusione dei risultati, ma la complessità della dinamica richiede prudenza. Anche in un’esperienza analoga, come accaduto a Santiago di Compostela del 2013, rivela che la CIAF potrebbe impiegare molto tempo affinché venga fornito il rapporto tecnico definitivo, chiarendo così ogni responsabilità.

Stefania Cirillo