India e Pakistan non accennano a trovare un’intesa e, negli ultimi giorni, continuano a scambiarsi reciproche accuse riguardo attacchi con droni e missili mossi nei rispettivi territori. Un generale pakistano ha infatti dichiarato che l’India avrebbe inviato dei droni. Di questi, venticinque sarebbero stati abbattuti nei pressi di alcune importanti città, come Rawalpindi e Karachi.

L’India, dal canto suo, ha accusato il Pakistan di aver portato avanti attacchi con missili e droni, confermando di aver colpito alcuni sistemi di difesa aerea pakistani. I rapporti tra i due Paesi sono da sempre difficili. A seguito dell’attentato terroristico dello scorso 22 aprile a Pahalgam, una nota zona turistica del Kashmir indiano, in cui hanno perso la vita ventisei persone, sono ancora più tesi.

Il Kashmir al centro della contesa tra India e Pakistan

India Pakistan
India e Pakistan si contendono da decenni il Kashmir, una regione importante per entrambi i Paesi

Secondo i media indiani, il raid sarebbe stato rivendicato da “Resistenza del Kashmir”, un gruppo di miliziani poco noto, legato al gruppo terroristico pakistano Lashkar-e-Taiba. L’organizzazione, tuttavia, ha negato ogni coinvolgimento. L’attacco è avvenuto a circa novanta chilometri a est di Srinagar, la città principale della zona. Si tratta di una meta turistica piuttosto popolare tra i turisti indiani.

Il Kashmir è una regione importante per entrambe le nazioni. È a maggioranza musulmana, mentre il resto del Parse è quasi interamente induista, ed è al centro di una faida decennale con il Pakistan, che lo rivendica come proprio territorio. Già in passato molteplici gruppi separatisti appoggiati dal governo pakistano avevano compiuto violenti attacchi. Negli ultimi anni sembravano essere diminuiti, ma ora la “tregua” appare terminata.

Federica Checchia

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