Dopo vent’anni di trattative, Unione Europea e India hanno annunciato di aver raggiunto un accordo di libero scambio. Naturalmente, per definire i dettagli dell’intesa occorreranno ulteriori negoziati, ma si spera che tutto proceda senza intoppi. È già stato stabilito, in ogni caso, che l’India ridurrà i dazi sull’importazione di diversi beni europei, come macchinari industriali, prodotti agricoli e automobili. L’Unione, dal canto suo, semplificherà le importazioni di prodotti tessili e farmaceutici. Anche nell’ambito della difesa, la cooperazione tra le due potenze dovrebbe rafforzarsi.
Le contrattazioni, che andavano avanti da due decenni, hanno subìto un’accelerata da quando Donald Trump ha iniziato a utilizzare i dazi come uno strumento politico per imporsi a livello economico e ottenere (con la forza) concessioni dagli altri governi. Proprio per questo, la Commissione Europea ha definito l’accordo come «la madre di tutti gli accordi di libero scambio». La nuova intesa permetterà a entrambe le parti di intrattenere relazioni commerciali più stabili, senza dover dipendere totalmente dagli Stati Uniti o dalla Cina.
Accordo Unione Europea-India, la soddisfazione di Ursula von der Leyen
Come si legge nel comunicato stampa ufficiale, “L’UE e l’India firmeranno inoltre un memorandum d’intesa che intende istituire una piattaforma UE-India per la cooperazione e il sostegno in materia di azione per il clima. La piattaforma sarà lanciata nella prima metà del 2026. Inoltre, fatte salve le norme e le procedure finanziarie e di bilancio dell’UE, è previsto un sostegno dell’UE di 500 milioni di euro nei prossimi due anni per sostenere gli sforzi dell’India volti a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e accelerare la sua trasformazione industriale sostenibile a lungo termine”.
Grande soddisfazione da parte di Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, per il risultato raggiunto. Questa la sua dichiarazione: «L’UE e l’India fanno la storia oggi, approfondendo il partenariato tra le più grandi democrazie del mondo. Abbiamo creato una zona di libero scambio di due miliardi di persone, con entrambe le parti destinate a guadagnare economicamente. Abbiamo inviato un segnale al mondo che la cooperazione basata su regole produce ancora grandi risultati. E, soprattutto, questo è solo l’inizio: costruiremo su questo successo e svilupperemo le nostre relazioni per essere ancora più forti».
Federica Checchia





