L’insostenibile leggerezza del lettore medio è causa della malattia nella quale versa la triste situazione editoriale italiana.

L’insostenibile leggerezza del lettore medio è un male che affligge un po’ tutto il mondo, ma di cui l’Italia sembri soffrirne in maniera particolare, essendo fra gli ultimi paesi europei in classifica come lettori (seguita solo da Cipro, Romania, Grecia e Portogallo). Infatti è di pochi giorni fa’ la notizia che la Feltrinelli abbia deciso di chiudere la storica Feltrinelli International di Piazza della Repubblica, e un’altra sede di Piazza Cavour (entrambe situate a Roma). Di qualche mese fa’ invece la decisione della Libreria del Viaggiatore (via del Pellegrino, Roma) – altro luogo sacro ai lettori – di chiudere per sempre. Ancora peggio è pensare che, solo nella capitale, nel decennio 2007-2017, si conta che ben 223 librerie abbiano chiuso.

La Feltrinelli International di Roma Photo Credit: DiRE
La Feltrinelli International di Roma – Photo Credit: DiRE

I dati

Sta succedendo che si legga di meno – l’AIE (Associazione Italiana Editori) rivela che nel 2018 l’industria editoriale ha segnato un -0,4% – che le tirature calino, e che per qualche strano motivo, aumentino i titoli. In pratica, in Italia quello che ironicamente sta succedendo è che nessuno legge ma tutti scrivono. Infatti, su 60,95 milioni di italiani, 29,8 milioni hanno letto almeno un libro nel 2018. Significa che 6 italiani su 10 non leggono nemmeno un libro l’anno. Unico dato positivo, è che i bambini sono quelli che leggono di più (91% fra i 4 e 9 anni, 88% fra 10 e 14), anche se purtroppo con l’avanzare degli anni le percentuali diminuiscano drasticamente.

Una bambina in un labirinto di libri Photo Credit: GettyImages
Una bambina in un labirinto di libri – Photo Credit: GettyImages

L’identikit del lettore medio

Un lettore forte viene considerato un individuo che legga più di un libro al mese. Questi in Italia sono al momento 5 milioni. Il lettore medio dovrebbe invece leggere fra i 6 e 10 libri l’anno. Non abbastanza, ancora meno se si considerano le classifiche dei libri più venduti. Continua infatti a dominare il libro della De Lellis, e più spesso che non (con per fortuna alcune eccezioni, come il sempre presente Camilleri) si scorrono titoli di famosi e semi-famosi, libri di ricette et similia. E’ infatti difficile che su quei dieci libri si trovino dei classici, o dei saggi impegnati. E quindi il livello si abbassa sempre di più, le tirature diminuiscono, i prodotti commerciali aumentano, e sugli scaffali restano tantissime piccole gemme che varrebbe la pena riprendere prima che l’ennesima libreria chiuda.

Un libro abbandonato Photo Credit: SoloLibri
Un libro abbandonato – Photo Credit: SoloLibri

Rimedi e consigli

Come, dunque, salvarsi dall’insostenibile leggerezza del lettore medio? Basterebbe iniziare a frequentare un po’ di più le librerie indipendenti – ce ne sono di bellissime – che puntano sulla qualità, e non sulla quantità. Si trovano infatti libri di ogni sorta e origine, offrendo una scelta che a parità di grandezza è infinitamente superiore alle grandi catene. Bisognerebbe inoltre sfatare il mito che i classici sono per forza pesanti e complicati, che non è vero, e riscoprire il piacere della carta contro l’eBook, della lentezza contro la velocità, in un mondo ormai iper-tecnologico.

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