Centrali nelle ultime ore per l’Inter, le parole del suo allenatore Antonio Conte dopo la partita persa in rimonta contro il Borussia Dortmund e nella conferenza stampa alla vigilia della sfida delle 18 a San Siro con il Verona. Ribadendo l’antifona dell'”aver commesso degli errori a giugno”, l’allenatore salentino sembra riprendere la sua più celebre frase ai tempi della Juventus: “non si può mangiare con dieci euro in un ristorante da cento euro”. Forse, però, occorre valutare con più attenzione il ristorante nerazzurro.

A scuotere l’ambiente Inter negli ultimi giorni ci ha provato il mister Antonio Conte, in particolare dopo la bruciante sconfitta per 3-2 contro il Borussia Dortmund. Lo sfogo dell’allenatore si è concentrato su scelte fatte a inizio stagione che si sono poi rivelate sbagliate nel corso di questi mesi. Forse riferendosi al poco ricambio a centrocampo o forse a una rosa troppo corta, Conte ha fatto capire che deve cambiare qualcosa. Dopo la partita di Champions, l’ex tecnico del Chelsea ha parlato di poca esperienza, sottolineando che degli undici l’unico ad aver vinto qualcosa è Godin. Forse il mister voleva altro, ma il ristorante nerazzurro non vale proprio dieci euro e soprattutto, Marotta è pronto a inserire nuovi piatti nel menù.

I punti fermi di questa Inter

Costruita per essere solida, ma anche tecnica e imprevedibile l’Inter di Antonio Conte ha dei punti fermi che sembrano dare ampia qualità all’intera squadra. De Vrij, centrale nella difesa a tre nerazzurra, sembra essere quello che più ha beneficiato del cambiamento di modulo, sfornando prestazioni di grande temperamento. Il gran match contro il Milan e la straordinaria prova in Champions a San Siro contro il Dortmund hanno mostrato un difensore moderno, nuovo, tecnico e attento. I suoi due compagni di reparto, Skriniar e Godin stanno avendo più difficoltà, ma rimangono comunque due dei migliori centrali di difesa del campionato.

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Godin e De Vrij, che con Skriniar compongono la linea a tre dell’Inter (Credits: FC Inter 1908)

Il centrocampo e l’attacco sono altri due elementi di forza di questa Inter. Sensi, Brozovic e Barella hanno ridato vita a un centrocampo da troppi anni deficiente di una figura tecnica, un battitore di punizioni, un imprevedibile come Stefano Sensi. Questi, al netto degli infortuni muscolari, ha dimostrato personalità e qualità da vendere, nonostante la giovane età. Brozovic sembra essere un calciatore nuovo, maturato nella gestione del pallone e più attento in fase difensiva, con una discontinuità che, pur ridotta, pare essere il suo maggior difetto. Ultimo, ma non ultimo, Nicolò Barella, voluto fortemente dal mister in estate e presto se ne è compreso il motivo: generosità, qualità e forza d’animo per il 23enne sardo.

In attacco la coppia Lu-La ha ormai conquistato la piazza nerazzurra, con il Toro che ci ha preso gusto in Champions (3 goal nelle ultime tre partite), e Lukaku che invece è sulla cresta dell’onda in campionato (ben 9 goal in undici partite). La qualità negli undici titolari c’è, ma manca nelle seconde linee, dove è pronto a intervenire Marotta.

Il mercato di gennaio

Marotta vuole puntellare la rosa a gennaio, con grandi nomi. L’ultimo è quello di Olivier Giroud, attaccante francese avuto da Conte al Chelsea e che potrebbe far rifiatare uno tra Lukaku e Lautaro nella seconda parte di stagione. Per il centrocampo i nomi sono sempre quelli di Rakitic e Vidal, col cileno primo desiderio di Conte per dare ampiezza ai nomi in mediana e avere un fidato negli undici titolari. Difficile arrivare al croato, che, anche se oscurato da De Jong, sembra non essere ancora in rotta con il Barcellona, con cui pare voler proseguire la stagione.

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Olivier Giroud, con la maglia del Chelsea (Credits: Bulent Kilic/ AFP via GettyImages)

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