Dopo la morte del Maestro Beppe Vessicchio, scomparso lo scorso sabato, presso l’ospedale San Camillo di Roma, a causa di una polmonite interstiziale precipitata rapidamente, su Change.org ha fatto la sua comparsa una petizione per intitolare al direttore d’orchestra il Teatro Ariston.
Vessicchio, dopotutto, era uno dei volti più noti del Festival di Sanremo, oltre che uno tra i più amati dal pubblico, che sembra ora intenzionato a rendergli omaggio, proprio nel luogo che l’ha consacrato. «Ci sono persone che non hanno mai bisogno di un microfono per farsi sentire», si legge nella descrizione, «Beppe Vessicchio era una di quelle. Con una bacchetta, un sorriso e un gesto gentile riusciva a parlare a milioni di persone, dentro e fuori dal Teatro Ariston.».
La petizione
«Per oltre trent’anni», prosegue la nota, «la sua figura ha accompagnato la storia del Festival di Sanremo: presente in più di 25 edizioni, ha diretto alcuni dei brani più amati della musica italiana, collaborando con artisti come Elio e le Storie Tese, Zucchero, Tosca, Avion Travel, Mietta, Ornella Vanoni e decine di altri. Nel 2000 vinse il Festival come direttore e arrangiatore di Sentimento (Avion Travel), e da allora divenne il simbolo musicale più riconoscibile del Festival stesso. Ma Vessicchio non era solo un direttore d’orchestra. Era un educatore musicale, un divulgatore raffinato, un uomo capace di parlare di armonia come di filosofia. La sua voce calma, la sua ironia e il suo rispetto per la musica hanno lasciato un’impronta profonda nel cuore del pubblico, molto oltre il piccolo schermo».
I fan chiedono di intitolare a Beppe Vessicchio l’Ariston, una sala o il podio orchestrale
«Chi ha vissuto Sanremo dagli anni ’90 in poi sa che c’era un rito: quando il Maestro saliva sul podio e l’orchestra si preparava, il pubblico applaudiva prima ancora che partisse la musica. Era un segno d’affetto popolare raro, quasi familiare. Vessicchio era “uno di casa”, un volto che non rappresentava solo la musica, ma la parte più autentica e buona della televisione italiana. Molti lo ricordano per i suoi interventi a “Amici”, i suoi libri sull’armonia (La musica fa crescere i pomodori, 2017), le collaborazioni con università e conservatori, e il suo impegno costante nel difendere la qualità e la dignità della musica italiana. Tutto questo fa di lui non solo un artista, ma un patrimonio culturale e umano».
«Il Teatro Ariston di Sanremo, dove ha trascorso gran parte della sua carriera, è il luogo naturale per conservarne la memoria.È lì che il Maestro ha diretto, sorriso, emozionato, insegnato e, in fondo, vissuto.
E per questo chiediamo che quel teatro — simbolo della musica italiana nel mondo — porti anche il suo nome.», conclude la presentazione dell’iniziativa.
La proposta, dunque, è che la famiglia Vacchino (proprietaria del Teatro Ariston), il Comune di Sanremo e la RAI valutino un gesto commemorativo in onore del Maestro, come l’intitolazione del Teatro Ariston o la dedica di una sala o del podio orchestrale. Del resto, come il promotore della petizione sottolinea, «Sanremo non è solo un Festival. È un luogo dell’anima. E tra le sue note, la voce silenziosa del Maestro continuerà a vibrare. Questa petizione non è solo un appello: è una carezza collettiva, un modo per dire grazie a chi ha reso la musica più umana e più nostra».
Federica Checchia





