Esteri

Iran: il calciatore Azadani condannato a 26 anni di carcere

In Iran il calciatore Amir Nasr Azadani, è stato condannato a 26 anni di carcere. L’atleta 26enne, costretto a fermarsi nei mesi scorsi dopo essersi infortunato, era stato arrestato lo scorso novembre.

Azadani vanta 17 presenze nel principale campionato iraniano di calcio. Ha giocato nelle squadre di calcio Rah-Ahan, Tractor e Gol-e Rayhan.

Azadani: il calciatore Iraniano accusato di assassinio

Azadani: calciatore iraniano condannato per l'assassinio di cui sarebbe colpevole
Azadani: calciatore iraniano condannato per l’assassinio di cui sarebbe colpevole

L’accusa rivolta al calciatore Azadani, riguarderebbe l’assassinio di cui sarebbe stato colpevole, in cui tre uomini della milizia paramilitare hanno perso la vita. Ciò sarebbe accaduto nella città di Isfahan, sua città natale, durante le proteste che scuotono il Paese da metà settembre.

Il caso è diventato virale, scatenando critiche in tutto il mondo. Infatti si era temuto che il calciatore fosse stato condannato a morte. Secondo IranWire, Azadani era stato accusato dal regime iraniano di un crimine chiamato ‘moharebeh‘, cioèinimicizia con Dio. Con le stesse accuse di Amir Nasr-Azadani, altri tre coinvolti nella morte dei tre ‘basij’, tra cui Saleh Mirhashmi Baltaghi, Majid Kazemi Sheikh Shabani e Saeed Yaqoubi Kurdsafli, sono stati condannati a morte, impiccati in pubblico nella città santa di Mashad. Un altro, ha ricevuto più di due anni di prigione.

Iran: le manifestazioni continuano

Le manifestazioni continuano ad attraversare il Paese. Il comandante dei Guardiani della Rivoluzione, Hossein Salami, ha commentato:

Le proteste contro il sistema in Iran sono in realtà un’insurrezione del nemico e una guerra mondiale contro la Repubblica Islamica per portare il Paese nel caos. Questa guerra continua e il nostro nemico non è quieto ma lo sconfiggeremo e lo faremo calmare. Coloro che sono incitati dagli stranieri e incitano i giovani a partecipare alle rivolte puntano a rovinare l’Iran e fermare il suo sviluppo. Dove il nemico è presente nella regione c’è povertà, prigionia e miseria e questo è il piano del nemico contro la comunità (ummah) islamica”.

L’Iran già più volte ha accusato gli Stati Uniti e il mondo occidentale di avere provocato le proteste, in corso da oltre quattro mesi, dopo la morte di Mahsa Amini.

Mariapaola Trombetta

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