Il varco di Rafah, che consente il passaggio tra il sud della Striscia di Gaza e l’Egitto, è stato oggi riaperto per la prima volta dal 28 febbraio. Al termine dello scorso mese, infatti, Israele aveva deciso di bloccarlo «per motivi di sicurezza», in concomitanza con i primi bombardamenti compiuti insieme agli Stati Uniti contro l’Iran. Secondo i proclami del governo israeliano, le autorità avrebbero dovuto rimettere in funzione l’accesso già ieri, ma alla fine hanno fatto slittare tutto di un giorno.

Il varco di Rafah riapre, ma con forti limitazioni da parte di Egitto e Israele

A dare la notizia è stato Al-Qahera News, un sito di informazione che fa riferimento al governo egiziano, e che ha confermato la riapertura in entrambe le direzioni. In questo momento, in Egitto sono presenti delle ambulanze, pronte a soccorrere i palestinesi che si allontaneranno dalla Striscia per motivi sanitari. Il varco, in ogni caso, resterà oggetto di rigidi controlli e limitazioni da parte dei due Paesi.

Nella Striscia di Gaza c’è ancora una forte presenza di Hamas, tra i principali sostenitori dell’Iran. Israele teme degli attacchi da parte dell’organizzazione terroristica, come già accaduto con il gruppo libanese Hezbollah, sostenuto dal Teheran. Il coordinatore israeliano delle attività governative nei territori ha dichiarato questa settimana che la decisione di riaprire il valico è arrivata a seguito di una nuova valutazione. Tel Aviv ha scelto di fare questo passo dopo «un esame delle condizioni che consentono la ripresa delle operazioni al valico, pur mantenendo le necessarie restrizioni di sicurezza alla luce della situazione di sicurezza e delle minacce nella zona».

Federica Checchia