Calcio

Italia-Islanda, Europei femminili: un pari che lascia in vita le azzurre

Un punto che salva il torneo. Una lunghezza che lascia ancora in vita il team azzurro, ma che genera diversi rimpianti nella ragazze di Milena Bertolini. La Nazionale italiana femminile di calcio non riesce a far sua l’intera posta in palio contro la più debole Islanda: la squadra nordica passa immediatamente in vantaggio e complica i piani delle azzurre, brave a riprendere il match nella ripresa. L’aiuto arriva dalla Francia, carnefice della spedizione tricolore nel primo appuntamento di questa fase a gironi: le transalpine sconfiggono il Belgio, si qualificano meritamente al turno successivo, e regalano una chance alle italiane. Contro le Diavolosse Rosse serve una vittoria per staccare il pass al prossimo step degli Europei femminili di calcio. Ecco cosa è successo in Italia-Islanda di ieri.

Italia-Islanda, azzurre sotto al primo assalto: è un pari stretto

Italia-Islanda, Europei femminili: un pari che lascia in vita le azzurre

La tensione è tanta nella troupe azzurra che, al primo vero assalto della partita, subisce il gol dello svantaggio: Karolina Lea Vilhajalmsdottir raccoglie una respinta corta della retroguardia italiana ed infila all’incrocio dei pali. Sembra un torneo maledetto per le ragazze di Milena Bertolini che, da quel momento, attaccano senza sosta per cercare il pareggio. Sfortuna ed imprecisione, però, negano la gioia del gol per tutto il primo tempo.

Nella ripresa la malasorte non aiuta la Nazionale italiana di calcio femminile che coglie due pali, ma trova anche la rete del pareggio con Valentina Bergamaschi, abile a segnare di piatto dopo un inserimento in area di rigore favorito dall’azione individuale e travolgente di Barbara Bonansea. Il triplice fischio finale lascia l’amaro in bocca: il pareggio è strettissimo ed obbliga le azzurre, ultime nel girone per differenza reti, a sconfiggere il Belgio sperando in un pareggio nella sfida tra Francia ed Islanda nell’ultima giornata. La qualificazione è appesa ad un filo, ma la speranza (almeno) è ancora viva.

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