Sulla privatissima isola greca di Skorpios, di proprietà Onassis, il 20 Ottobre 1968, si celebra il matrimonio blindato, in grande sfarzo, tra l’ex first lady degli Stati Uniti e il potente armatore greco. Jacqueline Kennedy e Aristotele Onassis: la preferita d’America e il vecchio ricchissimo uomo d’affari greco.
La trentanovenne Jackie sposa ‘l’amante armatore’

Jacqueline è moglie di John Fitzgerald Kennedy, 35º presidente degli Stati Uniti d’America, e first lady degli USA fino al 22 novembre 1963, data dell’assassinio del marito. Proprio lui diceva della moglie, queste parole che risuonano amorevoli e laceranti perché profetiche: “Non voglio la capote sulla macchina, tutte la texane devono vedere che bella ragazza è Jackie“. Il 6 giugno 1968 anche Robert, fratello del marito Presidente, fu assassinato. Temendo che tutti i Kennedy potessero essere “nel mirino”, Jacqueline decide di lasciare gli Stati Uniti e, dopo soli quattro mesi, il 20 ottobre 1968 sposò l’armatore greco Aristotele Onassis (che già conosceva da anni, amicizia che aveva dato adito a voci di una loro segreta, mai ammessa e mai provata, precedente relazione). Lui per lei, aveva interrotto la lunga storia d’amore con la cantante lirica Maria Callas (ma in seguito è tornato da lei).
Il “London Evening Standard” scriveva: «Jacqueline Kennedy ha dato al popolo americano una cosa che gli era sempre mancata: la maestà». Icona dello stile occidentale, ammiratissima ad ogni evento, è sempre paparazzata nelle sue impeccabili mise. Jacqueline perde la protezione dei servizi segreti americani, con il secondo matrimonio, ma si lega ad un uomo che aveva denaro e potere a sufficienza per garantirle l’incolumità e lo status sociale cui era abituata. L’unione è puntigliosamente regolata da un contratto pre-matrimoniale, da 170 clausole, stilato nel dettaglio da studi legali. Con una punta di avorio, lancia la moda dell’abito bianco per le seconde nozze. Una scelta inusuale per l’epoca, visto che il candido colore, sinonimo di purezza, era esclusivamente considerato adatto per le prime nozze.
La moda lanciata dai Kennedy Onassis
Per diventare la signora Onassis, Jacqueline sceglie lo stilista Valentino. Il modello appartiene a una delle sue collezioni più famose, la “White Collection” presentata nel 1968 (chiamata anche come “no-colour colletion”). Nel dettaglio si tratta di un abito corto, con maniche lunghe chiuse con un ampio polsino, collo alto e raffinati inserti di pizzo. L’atelier romano di Valentino, a seguito della cerimonia, fu sommerso da richieste, vendendo più di 400 capi in pochi giorni.
Di quel fatidico giorno, atteso da tutta la Stampa internazionale, restano solo delle poche «telefoto», diramate delle agenzie. Una su tutte pubblicata in prima pagina il giorno seguente, da “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Pare che il maltempo abbia paralizzato tutti, creando panico: i reporters erano rimasti bloccati per alcune ore nell’isola vicina di Leucade. E le cronache raccontano di pioggia e vento che sferzavano l’isola. Quella mattina Jacqueline, si trova a bordo del panfilo “Christina“, dove ha passato la notte insieme ai figli del primo matrimonio: John jr. e Caroline. Presenti l’indomani, anche i due figli di Onassis, di 19 e 17 anni, nonostante si fosse diffusa la notizia che i ragazzi non approvassero la nuova unione del padre. A bordo di un motoscafo, Jackie ha poi raggiunto l’automobile che la porterà in cappella. In chiesa è arrivato lo sposo, in completo blu scuro. Le quindici e diciassette, è l’orario dell’inizio della cerimonia, che si è svolta secondo il rito della Chiesa greco-ortodossa.
Senza pronunciar il fatidico “sì”
Jacqueline “non ha potuto proferire verbo“. Perché è usanza durante l’intera cerimonia, che solo l’officiante parli. Ma ha pianto. Trenta i fortunati e selezionatissimi invitati al matrimonio. Ad esso hanno potuto assistere anche quindici persone tra stampa internazionale, giornalisti, fotografi ed uomini della televisione. Grazie a Onassis che aveva deciso di ridurre le severe disposizioni date alla guardia costiera greca, le cui motovedette continuavano a pattugliare ininterrottamente le acque attorno l’isola.
Il colpo di scena arriva immediatamente dopo la cerimonia. Nessuno si aspettava quella manovra. Un piano messo in atto da Onassis. Una farsa, un piano astuto, o solo una sciccheria da potente. La prima cosa che ha fatto, è stata ordinare l’interruzione della linea telefonica tra l’isola ed il continente, e di non ripristinarla per almeno un’ora. In modo che i pochi giornalisti che hanno assistito al matrimonio, sono rimasti isolati temporaneamente dal resto del mondo. Un ultimo disperato e romantico tentativo, di celare un’intimità che ben presto sarebbe violata.
I retroscena che non tutti sanno del matrimonio Kennedy Onassis
Jacquelinei e Aristotele, si incontrano per la prima volta nell’estate del 1959, a Sud della Francia. Lei era in vacanza con il marito John F. Kennedy, mentre l’armatore greco si trovava a bordo della sua barca con Sir Winston Churchill. Qualche anno dopo, la sorella di Jacqueline, Caroline Lee, lascia il marito proprio per Onassis. Che di lui diceva: “sono un marinaio. Ho una ragazza in ogni porto”. Dichiarazioni inaccettabili per la Casa Bianca, tanto da spingere la first lady a partire per convincere la sorella a lasciare l’armatore greco e tornare a casa, dove l’attendevano il marito e i suoi due figli. Jacqueline riesce nell’intento, ma si scatena tra le due sorelle una rivalità senza precedenti. Perché, proprio in quell’occasione, l’armatore perde la testa per Jackie. Una guerra familiare confermata non solo dalle cronache rosa, ma anche dal testamento di Jacqueline che non lascerà nulla alla sorella.
L’armatore, subito dopo la morte del Presidente degli Stati Uniti d’America a Dallas, si reca a Washington per stare accanto a Jacqueline, portandole gioielli e la promessa di volerla sposare. Un matrimonio che la vedova Kennedy accetta, tra stupore e scandalo, rilasciando anche una dichiarazione che tanto fece discutere: “la prima volta ci si sposa per amore, la seconda per denaro, la terza per compagnia”.
Federica De Candia
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