Il presidente dell’Argentina Javier Milei ha vinto le elezioni di medio termine con più del 40% dei voti nazionali. Una conferma per il mandato, secondo il presidente, per «proseguire sulla strada riformista». Le elezioni legislative di metà mandato in Argentina segnano una netta vittoria per il partito La Libertad Avanza (LLA) di Milei, che consolida una presa politica fin qui traballante in Parlamento e gli fornisce un mandato rafforzato per continuare la sua scommessa di tagli radicali allo Stato sociale.

L’affluenza al voto si è fermata al 67,85%, al minimo storico dal ritorno alla democrazia nel 1983.

Nonostante i sondaggi che parlavano di un testa a testa, LLA ottiene il 40,84% dei voti a livello nazionale, sconfiggendo l’opposizione di sinistra, Fuerza Patria (FP), ferma al 24,50%. La vittoria è confermata anche nella provincia di Buenos Aires, storico bastione del peronismo progressista. LLA aumenta dunque il numero di seggi conquistando 64 deputati. Sebbene il partito resti minoranza in Parlamento, questo insperato successo permetterà a Milei di negoziare alleanze, in particolare con il partito PRO dell’ex presidente Mauricio Macri.

È probabile che la vittoria convinca il presidente statunitense Donald Trump a proseguire con l’eccezionale piano di aiuti all’economia argentina avviato proprio per sostenere Milei. Trump aveva minacciato di interromperlo in caso di vittoria dei peronisti a queste elezioni.

La Libertad Avanza ha vinto oltre che nella provincia di Buenos Aires (dove vive il 40 percento degli argentini) anche in quelle di Córdoba, Santa Fe, CABA, e Mendoza: in tutto il partito di Milei ha vinto in 16 delle 23 province in cui è diviso il paese. In tutti questi casi Milei ha preso più voti di Fuerza Patria, la coalizione peronista, che alle elezioni locali a Buenos Aires, che si sono tenute sono lo scorso settembre, aveva vinto con 14 punti di scarto sul partito di Milei