Cultura

John Ruskin e la giusta morte dei monumenti

Moriva oggi, il 20 Gennaio di 121 anni fa John Ruskin. Una personalità poliedrica che nella sua lunga vita si appassiona al mondo dell’arte da tanti punti di vista. Come critico d’arte, scrive numerosi volumi e getta basi importanti per riflessioni che influenzeranno gli approcci estetici futuri. Dalla critica al capitalismo, passando per l’esaltazione dell'”industria” gotica, fino alla repulsione del restauro, John Ruskin diventa una delle personalità più importanti dell’epoca vittoriana.

John Ruskin. Photo credits: Univrmagazine
John Ruskin. Photo credits: Univrmagazine

Le origini di John Ruskin e l’approccio con l’arte

Grandissimo uomo di cultura, autore di numerosi volumi, artista, pittore, ma soprattutto critico d’arte John Ruskin si spegneva il 20 Gennaio 1900. La sua vita condizionata fin dall’infanzia da una profonda predisposizione per la depressione, fu una continua altalena. Figlio di una madre possessiva e paranoica, vive per lunghi anni nell’ombra del volere di questa donna.

Non segue la sua volontà neppure quando nel 1848 sposa una giovane donna, che cinque anni dopo lo getta nello scandalo denunciandolo per impotenza. Non era mai stato consumato il matrimonio. Per due volte i genitori lo accompagnano nel suo Grand Tour dove, nonostante le incombenti presenze, scopre il suo vero amore per l’arte. In Italia si innamora dello stile gotico e inizia le sue riflessioni sul mondo dell’arte.

John Ruskin. Abside del Duomo di Pisa. Phot credits: Copia di arte.com
John Ruskin. Abside del Duomo di Pisa. Phot credits: Copia di arte.com

Le principali teorie e la critica al restauro

In molti suoi scritti John Ruskin si sofferma sulla critica alla società capitalistica Inglese. Crea un paragone tra la figura dell’operaio al suo tempo, disumanizzata e alienata e quella che ricopriva nell'”industria” gotica secoli prima. Il suo concetto che l’uomo e l’arte dovessero legarsi non solo nella natura, ma anche nell’etica, lo rese uno dei principali sostenitori del movimento Arts & Crafts.

Il suo punto fermo però era soprattutto la critica al restauro. In epoca Vittoriana con restauro si intendeva la sostituzione dell’originale con una copia. John Ruskin che riteneva questa pratica inaccettabile, si opponeva del tutto agli interventi di recupero dei monumenti. Riteneva infatti che la “morte” di questi fosse inevitabile. Potevano essere effettuati solo piccoli interventi di conservazione, ma il restauro era inutile e ingiusto. Questa concezione così drastica è stata un’importante spunto di riflessione per gli attuali criteri di restauro.

Claudia Sferrazza

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