La giudice Julieta Makintach, che il mese scorso aveva provocato l’annullamento del processo riguardante la morte di Diego Armando Maradona, ha annunciato le sue dimissioni. Faceva parte della giuria che avrebbe dovuto pronunciare il verdetto. Tutti gli atti, tuttavia, erano stati dichiarati nulli, a causa della sua partecipazione a un documentario non autorizzato, di cui era la protagonista, girato all’interno del tribunale.
Uno degli altri giudici aveva stabilito l’imparzialità della condotta della collega, e aveva richiesto il trasferimento del processo dal tribunale di San Isidro -nell’area di Buenos Aires– a un altro palazzo di giustizia. In queste settimane, sono scattate diverse denunce contro la donna; a presentarne una, è stato lo stesso procuratore generale della provincia di Buenos Aires, Julio Conte Grand.
Le dimissioni di Julieta Makintach e la ripartenza del processo
Makintach ha definito le sue dimissioni «volontarie», e non collegate allo scandalo che l’ha travolta. Il processo, iniziato l’11 marzo e poi sospeso, riprenderà dopo la nomina della nuova giuria, nominata pochi giorni fa. Al banco degli imputati ci sono ben sette persone. Per l’accusa, il personale medico che aveva operato l’ex calciatore due settimane prima del suo decesso, non avrebbe gestito in modo adeguato la sua convalescenza.
Maradona è scomparso il 25 novembre 2020 in un appartamento di Tigre, vicino Buenos Aires, a causa di un arresto cardiorespiratorio. Si trovava in ricovero domiciliare; appena due settimane prima era stato dimesso da una clinica di La Plata, dove il 3 novembre si era sottoposto a un’operazione chirurgica per rimuovere un ematoma subdurale.
Federica Checchia
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