Dopo l’enorme successo mondiale di Vampire Survivor, lo studio italiano Poncle torna a sorprendere in collaborazione con i ragazzi emergenti di Doonutsaur, e lo fa con un nuovo progetto, annunciato e pubblicato contemporaneamente a sorpresa durante la Gamescom 2025: Kill the Brickman. Un titolo che, sulla carta, riprende un genere classico come quello dei “brickbreaker”, ma lo reinventa con la stessa formula che aveva reso speciale il precedente lavoro: immediatezza, minimalismo, ma anche profondità nascosta e un loop di gioco che crea dipendenza.

kill the brickman

Entriamo nella follia

Questo è il contesto assurdo, ma divertente con cui si apre Kill the Brickman: una Terra messa sotto assedio da misteriosi alieni a forma di mattoni antropomorfi, ribattezzati Mattoni Felloni. Tocca al giocatore respingerli, scovandoli e abbattendoli a colpi di “proiettili rimbalzanti”, in stile Brickbreaker. Non ci sono dialoghi o testi complessi, ma i nemici riescono a esprimere carattere e comicità attraverso la pixel art: visi grotteschi, smorfie esagerate, espressioni che cambiano in base ai danni subiti o alla minaccia imminente.

Un brickbreaker classico, con un’anima roguelite

Alla base, il gameplay ricalca il classico schema dei brickbreaker: si spara una serie di proiettili che rimbalzano, si cerca la traiettoria giusta per colpire quanti più nemici possibile e si cerca di eliminare quelli che vogliono ucciderci, prima che possano anche solo provarci. Ma Kill the Brickman non si limita a riproporre un genere retrò tale e quale: lo arricchisce con dinamiche strategiche e una struttura roguelite che rende ogni partita diversa. Questo principalmente grazie a specifiche meccaniche che randomizzano l’esperienza:

  • Proiettili di tre colori: rosso (esplosivi), verde (corrosivi), blu (moltiplicanti).
  • Caricatori speciali: slot potenziabili in cui inserire le munizioni, con combinazioni cromatiche che attivano bonus o abilità particolari.
  • Missioni e negozio: piccoli obiettivi da accettare in cambio di ricompense, con modificatori che cambiano radicalmente la partita successiva. E poi uno shop con proiettili nuovi, altri tamburi e perk.
  • Power-up attivi e passivi: caratterizzanti dei perk e dei tambu riacquistabili tra uno stage e l’altro, fondamentali per sopravvivere ai livelli avanzati.

Il ritmo alterna semplicità e complessità: i primi stage sembrano facili, ma man mano che si avanza la necessità di pianificazione cresce. Ogni sparo diventa importante, soprattutto quando entrano in gioco ostacoli che deviano i colpi, nemici capaci di rigenerarsi o disposizioni delle facce geometricamente più elaborate. Il risultato è immediato e semplice, ma tutto da approfondire specie ai livelli più alti e complessi. Soprattutto, è soddisfacente da morire e… crea dipendenza.

kill the brickman

Super addictive

Poncle e Doonutsaur hanno replicato con successo la stessa alchimia che rese celebre Vampire Survivor: un loop rapido e intuitivo che però, dopo poche partite, si rivela capace di catturare il giocatore a lungo. La progressione è scandita da set di livelli sbloccabili in sequenza, ognuno con regole e sfide diverse, dalla terra fino ad arrivare allo spazio… e oltre, dove la difficoltà cresce sensibilmente e diventa fondamentale saper gestire risorse ed equipaggiamento.

Il sistema di ricarica dei proiettili – tre colpi per turno – obbliga a pensare prima di agire, mentre la varietà di combinazioni possibili tra munizioni e caricatori stimola la sperimentazione. Non esiste una sola strategia vincente: si può puntare su tiri singoli precisi, raffiche concentrate, o colpi direzionati in più punti. La libertà è totale, ma sempre all’interno di regole semplici e immediate.

Il fascino di Kill the Brickman sta proprio nell’essere, al tempo stesso, un gioco da partite veloci “mordi e fuggi” e un’esperienza che richiede studio, pianificazione e perseveranza per affrontare i livelli più avanzati. L’estetica in pixel art, volutamente minimale, supporta questo equilibrio: tutto è chiaro, leggibile, fluido. Ogni colpo andato a segno regala soddisfazione visiva e sonora, mentre i nemici reagiscono in modo esilarante ai danni.

Il gioco non annoia mai perché riesce a rinnovarsi continuamente: ostacoli sempre nuovi, nemici con abilità diverse, obiettivi a breve termine e un sistema di progressione che premia il giocatore a ogni partita. L’esperienza è tanto immediata da imparare quanto difficile da padroneggiare.

In conclusione…

Sulla carta, Kill the Brickman è un “semplice brickbreaker in pixel art”. Ma, come già accaduto con Vampire Survivor, Poncle è riuscita, insieme a Doonutsaur, a trasformare la semplicità in genialità e a trovare la giusta miscela tra immediatezza e profondità, tra passatempo veloce e sfida impegnativa. Alcuni potrebbero trovarlo ripetitivo, altri si fermeranno di fronte ai livelli più ostici. Ma chi si lascerà conquistare, scoprirà un’esperienza sorprendentemente appagante.

kill the brickman

KILL THE BRICKMAN | TESTATO SU PC

VOTO: 8.5

Federica Giorgi

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