C’è chi parla di “method dressing” come se fosse un trend, e poi c’è Kim Kardashian che lo trasforma in una tesi di laurea sul potere del fashion drama. Durante il tour stampa di All’s Fair (il nuovo progetto firmato Ryan Murphy), Kim ha deciso che “period piece” non significa per forza costume d’epoca — può anche essere un corsetto trasparente che ti arriva fino alle costole, e che grida “Your honor, I rest my case”.

Kim Kardashian fa method dressing e fa diventare virale il corsetto sheer

Nel video comparso sul suo Instagram insieme alle co-star Sarah Paulson, Naomi Watts, Niecy Nash e Teyana Taylor, Kim è l’incarnazione del regencycore filtrato attraverso lo sguardo di TikTok 2025. Niente abiti da tè o gonne a ruota: solo pannelli di tulle nude, un corsetto decostruito con spalle scolpite e una minigonna che sembra progettata per essere discussa in tribunale.

La texture del look — un mix di lingerie couture e architettura digitale — rende tutto quasi surreale. Sotto, un paio di collant a rete nere tagliano il romanticismo zuccheroso e portano l’outfit dritto nella zona “dark academia meets bad bitch energy”.

Capelli tirati in uno chignon lucido, make-up neutro ma chirurgico: nude gloss, smoky leggero e blush malva. Tutto studiato per far brillare il vero protagonista, il corsetto, come se fosse un’opera d’arte sospesa tra Versailles e Calabasas.

E se pensavi fosse un caso isolato, spoiler: non lo è. Qualche giorno fa, Kim è apparsa di nuovo per le strade di New York con un look che potremmo definire “Bridgerton ma freddo fuori”: un completo knit blu navy, interamente trasparente, con cardigan a collo alto e gonna lunga che aderiva come un guanto. Cozy, sì — ma anche estremamente don’t mess with me.

Con questa nuova fase sartoriale, Kim sembra dire una cosa chiara: il naked dressing è cresciuto. È più narrativo, più costruito, più “sexy ma con la tesi pronta”. Regencycore? Forse. Ma nel suo universo, è più “Realitycore”: estetica da regina, logica da boss.