L’8 giugno 1949 lo scrittore George Orwell pubblica uno dei suoi romanzi più celebri intitolato “1984”. Si tratta di una critica letteraria contro il potere dispotico e autoritario che controlla i cittadini londinesi in modo invasivo.
L’origine di 1984 di Orwell
George Orwell è lo pseudonimo con cui lo scrittore inglese Eric Arthur Blair pubblica il suo capolavoro letterario intitolato “”1984”. Orwell scrive questo suo ultimo romanzo l’anno precedente mentre si trova in villeggiatura a Barnhill, a causa della tubercolosi. Le due cifre dell’anno del titolo sono infatti l’inverso dell’anno in cui è stato ideato il romanzo. In questi anni Orwell predilige le satire politiche in riferimento alla società in cui vive. Il suo precedente romanzo “La fattoria degli animali” parla di una società fittizia in cui vige un controllo dispotico e autoritario e nei confronti dell’opinione pubblica perpetrato mediante i mezzi di comunicazione.
Il romanzo 1984 di Orwell
Il romanzo “1984” è incentrato sulla vita di Winston Smith, al servizio di un regime dispotico. Il compito di Smith è infatti quello di censurare libri e giornali per conto del “partito”. A causa dell’insofferenza contro il regime, Winston decide di ribellarsi insieme all’amata Julie e al misterioso O’Brien. Quest’ultimo si rivelerà alla fine un spia assoldata dal “partito”, che tradirà i suoi amici. In questo scenario la città di Londra è costantemente controllata dal Grande Fratello, un personaggio ignoto che tiene in pugno la città attraverso l’uso di teleschermi a cui nessuno può sottrarsi.
L’influenza del romanzo di Orwell
Il romanzo di Orwell è un classico, che continua ad avere ancora oggi una forte influenza non soltanto nel mondo della letteratura. L’espressione “Grande Fratello” (“Big Brother”) viene utilizzata ogni qualvolta si parla di una forma di controllo invasiva e ingiustificata sulla privacy delle persone e sulla loro vita privata.
Sonia Faseli





