«Ho scritto una canzone perché è quello che so fare. È un inno alla lotta. E in questa lotta voglio fare la mia parte e infondere energia. In questo momento lo sento necessario. Oltre a questo volevo portare a galla nel modo più forte possibile il punto di non ritorno in cui questo genocidio sta portando la ragione. Se il diritto internazionale viene calpestato e un intero popolo massacrato senza che nessuno prenda iniziative serie contro il colpevole, abbandonando la vittima, cosa succede? Succede che non c’è più un limite. E si può dire ciò che si vuole. Tanto ormai vale tutto». Con questo messaggio, pubblicato sui suoi canali social, Cosmo ha annunciato l’uscita di Brucia tutto.

Cosmo pubblica “Brucia tutto” e si rivolge direttamente a Benjamin Netanyahu

La canzone è stata scritta dal cantautore -al secolo Marco Jacopo Bianchi– di getto, a sostegno della Palestina e del suo popolo. Il pezzo non ha mire commerciali, e il ricavato andrà in beneficenza. Come specificato da lui stesso, sarà disponibile solo su YouTube e Bandcamp: «La trovate solo su Bandcamp e su Youtube. Non la trovate nelle normali piattaforme di streaming perché non voglio finisca decontestualizzata da algoritmi e playlist. Questo non è un singolo, questo è un urlo in faccia all’ipocrisia e all’orrore. Tutto il ricavato verrà donato a Medical Aid for Palestinians (MAP). Si intitola Brucia tutto».

La frase d’apertura chiarisce subito l’ideale destinatario del brano: “Una pallottola in testa a Bibi/E una a tutti gli amici di Bibi/No, non stare attento a ciò che dici/Sì, puoi fate tutto proprio come Bibi”. Il verso è un palese riferimento al soprannome utilizzato dalla stampa internazionale per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, l’uomo dietro la disastrosa situazione in cui Gaza e la popolazione palestinese vertono ormai da anni.

Federica Checchia