Politica

La chiamata di Berlusconi a Mentana: “Le mie parole vanno contestualizzate”

Silvio Berlusconi ha chiamato Enrico Mentana in diretta per fare chiarezza sulle registrazioni diffuse sul suo conto.

Berlusconi chiama Mentana per far chiarezza sugli audio che stanno circolando da giorni

Berlusconi Mentana
Berlusconi chiama Mentana in diretta su La7

Da giorni non si fa altro che parlare delle registrazioni audio di Silvio Berlusconi. Nella prima registrazione si sente il Cavaliere raccontare, durante l’assemblea del suo partito, di aver riallacciato i rapporti con Putin; ancora, nell’altra Berlusconi ha accusato il presidente ucraino Zelensky di essere il responsabile del conflitto. Il leader azzurro ha così lasciato intendere di condividere il pensiero del presidente del Cremlino:

L’Ucraina butta al diavolo questo trattato un anno dopo e comincia ad attaccare le frontiere delle due repubbliche del Donbass. Le due repubbliche subiscono vittime tra i militari che arrivano, mi si dice, a 5-6-7mila morti. Arriva Zelensky, triplica gli attacchi. Meglio se non dico quello che penso di lui» – ha detto Silvio Berlusconi

Il giornalista Enrico Mentana ha trasmesso queste due note audio durante la propria trasmissione Diario politico su La7. Con l’intento di far rientrare la situazione, il leader di FI ha deciso di effettuare una chiamata in diretta, parlando personalmente al direttore del tgLa7. A Mentana è poi toccato il compito di riassumere e rendere note le parole di Silvio Berlusconi:

Le parole registrate vanno inquadrate in un discorso più generale di cui si è preso solo questo aspettoha riportato Mentana in diretta nazionaleche era il racconto di una preoccupazione generale, sto citando Berlusconi, riguardo al clima che si è creato nel rapporto tra Russia, Europa ed Occidente, con il governo degli Stati Uniti che ha disatteso le premesse multilaterali date da Donald Trump e con una situazione che è diventata sempre meno favorevole, anche perché dopo 23 anni si è creata una situazione con un solo beneficiario, la Cina. – prosegue il direttoreLa preoccupazione generale di Berlusconi era che ci fosse la rottura tra Europa e Russia, che in qualche modo interrompeva una spirale già rallentata dopo gli accordi di Pratica di Mare, con il fatto che la Cina potesse approfittare di tutto questo. Questa è la contestualizzazione dell’interessato e che era alla base delle sue parole.

La reazione di Giorgia Meloni al chiarimento di Berlusconi

Per difendersi dalla fuga di notizie dei giorni scorsi, Berlusconi ha rimarcato ancora una volta la sua posizione dicendo che:

In 28 anni di vita politica la scelta atlantica, l’europeismo, il riferimento costante all’Occidente come sistema di valori e di alleanze fra paesi liberi e democratici sono stati alla base del mio impegno di leader politico e di uomo di governo – si legge nel documento -. Come ho spiegato al congresso degli Stati Uniti, l’amicizia e la gratitudine verso quel paese fanno parte dei valori ai quali fin da ragazzo sono stato educato da mio padre. Nessuno, sottolineo nessuno, può permettersi di mettere in discussione questo. Non può certamente permettersi di farlo la sinistra, che tante volte è stata dalla parte sbagliata della storia. Tantomeno la sinistra del Partito Democratico, che anche alle ultime elezioni, meno di un mese fa, era alleata con i nemici della Nato e dell’Occidente. Tutto questo però non esisterebbe, se non vi fosse in Italia la pessima abitudine di trasformare la discussione politica in pettegolezzo, utilizzando frasi rubate registrate di nascosto, e appunti fotografati con il teleobbiettivo, con un metodo non solo sleale ma intimidatorio.

La premier in pectore Giorgia Meloni, seppur non nominandolo direttamente, ha rincarato la dose:

Su una cosa sono stata, sono, e sarò sempre chiara. Intendo guidare un Governo con una linea di politica estera chiara e inequivocabile. L’Italia è a pieno titolo, e a testa alta, parte dell’Europa e dell’Alleanza atlantica. Chi non fosse d’accordo con questo caposaldo non potrà far parte del Governo, a costo di non fare il Governo.

La leader di Fratelli d’Italia si è dunque riagganciata alla precedente polemica scaturita da quell’elenco puntato, che ormai è storia, in cui proprio Silvio Berlusconi la definiva «supponente, prepotente, arrogante, offensiva».

Rossella Di Gilio

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