Politica

Oliviero Toscani attacca Giorgia Meloni: “La regina di coattonia”

Il noto fotografo Oliviero Toscani attacca nuovamente il centrodestra. Paragona la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni a Wanna Marchi e non solo, definisce Silvio Berlusconi “un poveretto” per cui prova imbarazzo.

L’attacco verbale di Oliviero Toscani a Giorgia Meloni

Giorgia Meloni Toscani
Oliviero Toscani

Oliviero Toscani torna a parlare, portando avanti la sua battaglia personale contro il centrodestra. Il fotografo non risparmia nessuno. Nell’intervista rilasciata oggi Toscani esordisce invocando dapprima la resistenza: «Ognuno di noi deve partire subito e farla a modo suo», per poi spostare il focus del discorso sull’ennesimo attacco personale verso Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi. Ai due leader della coalizione di centrodestra, senza sorpresa alcuna, ha riservato parole durissime e irrispettose:

Io non la sopporto anche esteticamente. Mi dà fastidio come parla, strabuzzando gli occhi, come posseduta. È tutta sbagliata, la regina di coattonia – attacca – è di una banalità unica. La sua volgarità non è neanche interessante, è la Wanna Marchi della politica. Un’imbonitrice che strabuzza gli occhi e grida non si sa perché né a chi “è finita la pacchia

Altrettanto severa, se non di più, è l’invettiva lanciata al Cavaliere:

ha rovinato l’Italia, bruciato la decenza che bene o male noi avevamo. Lui è stato la vera rovina dell’Italia, peggio di Mussolini. Continua poi estendendo il discorso anche agli azzurri di FI che “Lo lasciano esporsi in quella maniera impresentabile. Quei capelli, la faccia, i denti, le liste: è un mostro impresentabile, mi imbarazzo per lui, poveretto

Avviandosi verso le conclusioni, Toscani aggiunge alle due filippiche, un’analisi politica che ha come oggetto la presunta delusione degli elettori della leader di Fdi. Secondo il fotografo 80enne «quelli che l’hanno votata perché fascista forse ora sono delusi di come tiri il freno a mano. Ma lei è l’immagine di questo momento storico. O ci mettiamo a piangere oppure a ridere. Piangere non serve e allora meglio ridere. Il teatro dell’assurdo di Ionesco in confronto all’Italia è una roba seria»

Dopo aver concluso il suo discorso anti-centrodestra, Toscani si lascia andare ad una personale riflessione sulla sinistra di oggi: «Io più di tutto vorrei sapere che fine ha fatto la sinistra, dove e quando si è sciolta».

Rossella Di Gilio

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