Due giorni di esercitazioni militari, come “forte punizione per gli atti separatisti delle forze ‘indipendentiste di Taiwan’ e come un severo avvertimento contro le interferenze e le provocazioni di forze esterne”, annuncia la Cina, tre giorni dopo l’insediamento sull’isola del nuovo presidente Lai Ching-te (William Lai). Per quasi 70 anni, la “linea mediana” nello Stretto di Taiwan è servita da confine non ufficiale tra Cina e Taiwan.
La linea mediana fu definita nel 1955 con il Trattato di mutua difesa Usa-Taiwan dal generale dell’aeronautica statunitense Benjamin O. Davis, che tracciò una linea immaginaria in mezzo allo stretto. Gli Stati Uniti cominciarono quindi a fare pressioni su entrambe le parti affinché stipulassero un tacito accordo di non oltrepassare la linea stessa. La Repubblica popolare cinese non ha attraversato la linea mediana fino al 1999. Da quell’anno però aerei e navi militari cinesi si sono resi protagonisti di ripetuti sconfinamenti, aumentati a dismisura dal 2020 e verificati con crescente regolarità negli ultimi mesi.”
Ma ora gli aerei militari e le navi da guerra cinesi lo attraversano regolarmente. Gli osservatori hanno affermato che questo è diventato un affare di routine da quando la presidente della Camera degli Stati Uniti, Nancy Pelosi, ha visitato Taiwan nell’agosto 2022, facendo infuriare Pechino.
La Cina ha affermato allora che non avrebbe più riconosciuto la linea mediana.
Perché la Cina “ce l’ha” con Taiwan

Taiwan è di fatto uno stato che gode di una sovranità piena. Ha un parlamento e un governo, una moneta e un esercito, e controlla inoltre i propri confini e commerci. È anche una democrazia estremamente vivace, probabilmente la più libera di tutta l’Asia, come hanno dimostrato le recenti elezioni. Eppure la sua situazione è più complicata di così.
Per semplificare, la Cina governata dal Partito Comunista ritiene che Taiwan sia una sua provincia ribelle destinata a “riunificarsi” con il resto del paese, in maniera pacifica o violenta. Per questa ragione ha un atteggiamento estremamente aggressivo nei confronti di chiunque vada contro a questa pretesa e riconosca la sovranità di Taiwan. Per evitare conflitti con la Cina, la maggior parte dei paesi del mondo non lo fa, e adotta stratagemmi ed espedienti per continuare ad avere rapporti politici e commerciali con Taiwan senza irritare la Cina.
Il grande problema è che la potenza che ha cercato di più di mantenere questi rapporti sono gli Stati Uniti, che tradizionalmente difendono le istanze democratiche di Taiwan, la forniscono di armi e cercano di tutelarne anche la stabilità economica (Taiwan tra le altre cose è uno dei produttori di microprocessori più importanti al mondo). Fin qui gli Stati Uniti hanno mantenuto un equilibrio tra la vicinanza a Taiwan e i buoni rapporti con la Cina, ma è un equilibrio precario.





