Il Comitato internazionale della Croce Rossa ha annunciato che, a partire dal 2026, ridurrà il proprio bilancio del 17%, eliminando il 15% dei suoi dipendenti (circa tremila posti di lavoro). Un terzo della riduzione avrà luogo tramite dimissioni volontarie; non assumeranno, inoltre, altre persone in posizioni vacanti. Per quanto possibile, invece, si eviterà di diminuire il numero degli operatori sul campo.

Gli Stati Uniti hanno ridotto gli aiuti economici alla Croce Rossa

Un comunicato ufficiale spiega che, a rendere necessari i tagli al personale, è la mancanza di fondi a disposizione. Negli ultimi anni, diversi Paesi hanno limitato le donazioni destinate agli aiuti umanitari, concentrandosi invece sul riarmo. Gli Stati Uniti, da sempre i principali sostenitori del Comitato, hanno dato un taglio drastico ai finanziamenti all’organizzazione. Da quando Donald Trump è di nuovo il presidente, c’è stata una decisa inversione di rotta nell’impegno governativo in questo ambito.

Dal 1863, anno della sua fondazione, la Croce Rossa è una delle organizzazioni più importanti al mondo. È anche l’unica che la Convenzione di Ginevra ha autorizzato esplicitamente a monitorare il rispetto dei diritti umani internazionali nelle zone di guerra. Dall’inasprirsi della guerra nella Striscia di Gaza, il Comitato ha continuato ad operare anche in zone devastate dagli attacchi israeliani e inaccessibili a quasi tutte le altre associazioni umanitarie. Di recente, ha gestito le operazioni di scambio di prigionieri e ostaggi tra Palestina e Israele, anche quelli dall’inizio del cessate il fuoco.

Federica Checchia