Benvenuti nell’universo narrativo di StoryLine. In occasione del compleanno di Francesco De Gregori abbiamo deciso di dedicare il nostro racconto al famoso cantautore romano. Per farlo ci siamo ispirati ad una sua famosa canzone come “La donna cannone”.
La donna cannone era il soprannome che da sempre l’accompagnava. Marta era una donna abbastanza grassa, di aspetto non esaltante ma una dote fondamentale come quella di non smettere mai di sognare. Il suo sogno più bello era un attore della televisione, protagonista di una telenovela che amava da sempre vedere. “Osvaldo, voleremo via un giorno”, si domandava un giorno venendo risvegliata da Laura, un’amica con la quale si confidava sempre. Solo per lei sentiva di non essere la donna cannone ma semplicemente se stessa, semplicemente Marta. Fu Laura a spingerla a mettere i piedi per terra convincendola a trovarsi un vero fidanzato su Tinder.
La donna cannone, d’oro e d’argento
Laura chiese inizialmente a Marta di mettere una foto generica e non la sua per aumentare la curiosità degli utenti. Marta inizialmente tentennò poi, notando il buon numero di corteggiatori che si agganciavano al suo profilo, decise di proseguire il gioco di Laura. Andò in particolare in contatto con un certo Giancarlo, scrittore e giornalista che non faceva che parlare dei suoi scritti e di libri. A Marta piaceva perchè ricordava il conte Ramon, il personaggio colto e fascinoso interpretato dall’amato Osvaldo nella sua telenovela preferita. Però temeva di rivelargli il suo vero aspetto per questo si limitò, quando lui glielo chiese, a dire che per tutti era una così eccitante da chiamarla la donna cannone.
La settimana seguente Giancarlo però cominciò ad insistere per un appuntamento a cena. Marta capì che il suo gioco non poteva durare a lungo per questo accettò. “Vedrai che ti vorrà bene lo stesso”, disse Laura per incoraggiarla. “Diventerò per te d’oro e d’argento”, scrisse Marta a Giancarlo. Incominciò ad immaginare di volare via con lui. “Osvaldo perdonami” diceva , “ma forse ho trovato l’amore vero che può accettarmi per quella che sono”. Così fiduciosa Marta si preparò alla famosa sera di tutto punto. Aveva declinato persino l’invito di Giancarlo per un passaggio per fargli una sorpresa al ristorante.
Come il mondo vuole
“Lo so mi credevi diversa ma credo che insieme potremmo volare lontano”, disse Marta tutto d’un fiato a Giancarlo non appena lo vide. Tutto intorno molti riedevano e spergiuravano sull‘aspetto fisico di Marta e su come Giancarlo avesse avuto il coraggio di portarsi a cena quella donna cannone. “Vedi”, disse Giancarlo, “apprezzo ma credo che sia difficile volare con un peso simile”. Marta andò via offesa mentre una terribile realtà faceva a pezzi il suo sogno. Corse immediatamente a casa ingurgitando due buste di patatine per il dolore poi decise di chiamare Laura che però non si fece sentire.
La sera dopo Marta, non avendo notizie, decise di andare a trovare a Laura. Con incredibile sgomento si ritrovò Giancarlo ad accoglierla alla porta. Marta si sentì a pezzi scoprendo che il suo unico grande amore l’aveva tradita. “Ho fatto come il mondo vuole e nel mondo ci sono persone come te che non possono stare in coppia “, disse incredibilmente Giancarlo. Ma Marta non si arrese e giurò a se stessa e al mondo che avrebbe fatto capire a tutti che anche la donna cannone sapeva volare. “Io tel ho gia detto una volta”, gli disse, “io volerò via e lo farò con l’unica persona che veramente mi ama”. “Auguri”, sghignazzò Giancarlo mentre Marta chiudeva la porta. Una grande tristezza ed un cielo nero nero incominciarono ad invadere la sua mente.
Epilogo
Marta tornò a casa e si mise a guardare il dvd della sua telenovela preferita. Chiuse, gli occhi, aprì il balcone. Si ritrovò con il suo Osvaldo al quale chiese scusa e gli chiese di andare via lontano da questo mondo che non la capiva. Marta gli disse di non avere più paura di non essere bella come voleva lui e che ora era pronta a vivere fino in fondo il suo sogno d’amore. Era al limite della ringhiera quando il campanello suonò e Marta tornò improvvisamente indietro. La donna cannone, quell’enorme mistero, si ritrovò poco dopo a volare nei gli occhi azzurri di un uomo che la guardava dal vetro dei suoi occhiali sopra la sua divisa. Era un poliziotto che era venuto sul posto dopo le richieste dei vicini spaventatisi avendola vista agitarsi vicino alla ringhiera. Qualche giorno dopo Giancarlo e Laura tra paura, stupore e sorpresa seppero dal telegiornale che Marta era riuscita davvero a volare.
Stefano Delle Cave
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