Economia

La Manovra torna in Commissione per una svista da mezzo miliardo, ira di Giorgetti

Questa mattina la Manovra tornerà nuovamente in Commissione di Bilancio, poi potrà finalmente approdare in Aula. Un emendamento approvato «per errore» che rifinanzia 450 milioni, ma senza copertura, per il disavanzo dei Comuni.

L’iter caotico della Manovra, emendamento approvato «per errore»

Manovra
Camera dei Deputati

Durante la maratona notturna di mercoledì, fretta e stanchezza hanno causato l’intoppo conclusivo del iter travagliato della prima legge di Bilancio del governo Meloni. «Nella foga di dover approvare tanti emendamenti è partito qualche zero di troppo. Ma non è la prima volta e non sarà neanche l’ultima» ha dichiarato Giorgio Mulé, vicepresidente della Camera. Si tratta di una «svista» che stanzia 450 milioni di euro per il 2023 per la riduzione del disavanzo dei comuni italiani. Un fondo destinato all’Anci, ma senza copertura. Il testo, appena licenziato, dovrà necessariamente tornare in Commissione di Bilancio per eliminare l’emendamento  146.020 firmato da Andrea Gnassi, deputato del Pd. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è su tutte le furie, poiché si tratta di un emendamento non segnalato. Dopo questo rapido check, il governo porrà la fiducia e domani la Camera approverà. Trascorso Natale, il testo «blindato e inemendabile», passerà al Senato per l’approvazione conclusiva. L’unica giustificazione a favore del governo Meloni sono il tempo e le risorse: «in campo da soli due mesi, ha dovuto destinare due terzi del budget al caro energia». Ad aggravare la sua posizione è sicuramente l’approssimazione rispetto ad alcune norme, in particolare quella sul Pos, che avrebbe causato passi indietro clamorosi.

Le ultime modifiche, cosa cambierà?

Con non poca fatica, comunque la manovra del governo Meloni ha ottenuto l’ok da Bruxelles, ed è in dirittura d’arrivo. Di seguito le ultime modifiche approvate durante la seduta notturna di Montecitorio.

Il Reddito di Cittadinanza subisce ulteriori cambiamenti stringenti: ridotto da 8 a 7 mesi l’assegno per gli occupabili e viene cancellata la cd offerta “congrua“. Nel caso in cui il reddito sia finalizzato al pagamento dell’affitto, la quota sarà versata direttamente al proprietario dell’immobile. Ulteriori novità circa lo smart working: solo i soggetti fragili avranno la possibilità di lavorare da casa a costo zero. Una decisione non poi così chiara, proprio per i mutui benefici ad essa connessi. Infine Bonus psicologo raddoppiato e Bonus mobili fino a 8mila euro.

Rossella Di Gilio

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