Lo statuto di Anna, con titolo di “Copyright Act 1709″, è stata la prima legge sul copyright nel Regno di Gran Bretagna. Fu promulgato nel 1709 ed è entrato in vigore il 10 Aprile 1710. È il primo statuto completo sul copyright e prende nome dalla regina Anna di Gran Bretagna, perché fu legiferato durante il suo Regno. Fu il primo statuto a favorire il diritto d’autore regolato dal governo e non dai privati. È la prima forma di protezione verso i diritti d’autore.
La fine del Press Act e l’entrata in vigore dello Statuto di Anna

Lo statuto di Anna, il primo statuto sul copyright, entra in vigore nel Regno unito il 10 Aprile 1710. Prima di questo statuto le restrizioni per la copia erano normalmente autorizzate dal “Press Act 1660” e regolate dalla Stationers’ Company . Questa consisteva in una corporazione di stampatori che avevano il potere di stampare o censurare le opere letterarie. Tutto questo aveva portato non poche proteste in quanto l’atto poteva essere rinnovato a intervalli di solo due anni. Il potere degli Stationers ebbe fine nel 1694 per mano del Parlamento. Dieci anni più tardi questi ultimi in accordo con il Parlamento traslavano i vantaggi della concessione delle licenze agli autori invece che agli editori.
Il disegno di legge venne denominato “Statute of Anne“, in quanto fu emanato durante il Regno della regina Anna il 5 Aprile 1710. Nello statuto la durata del diritto d’autore era di 14 anni, con un periodo di rinnovo durante il quale solo l’autore poteva concedere in licenza l’opera da pubblicare. Solo in seguito il copyright del manoscritto poteva diventare di dominio pubblico. Lo Statuto di Anna rimane in vigore fino al 1842 quando venne sostituito dal “Copyright Act“. Lo statuto viene formulato per regolarizzare il commercio dei libri e cita:
“Considerando che tipografi, librai e altre persone si sono di recente tolti la libertà di stampare, ristampare e pubblicare, o di aver fatto stampare, ristampato e pubblicato, libri e altri scritti, senza il consenso degli autori o dei proprietari di tali libri e scritti, a loro grande danno, e troppo spesso alla loro rovina e delle loro famiglie: per prevenire quindi tali pratiche per il futuro, e per l’incoraggiamento degli uomini istruiti a comporre e scrivere libri utili. Che possa piacere a vostra maestà, affinché sia promulgato.“
Lo Statuto di Anna
Enrico VIII e il potere nelle mani della Corporazione
Lo statuto porta a una vera e propria svolta nella storia dei diritti d’autore, che per la prima volta veniva conferito agli autori e non agli editori, riservandosi anche una concessione del diritto pubblico. Questo fa da spartiacque alla legge sul copyright e alla sua futura promulgazione. Con l’utilizzo della macchina da stampa in Inghilterra nel 1476 divenne comune la stampa delle opere, che assunsero un’importanza anche economica in tutto il territorio. Il governo visti i presupposti, bandisce l’importazione di lavori stranieri, e sancisce il potere al Lord Cancelliere di poter imporre il prezzo sui libri inglesi. Il governo assume un potere ancora più evidente con la salita al potere di Enrico VII nell’industria della stampa.
Egli stesso comunicherà che numerose erano le polemiche nel reame di Inghilterra a seguito di insegnamenti sbagliati e libri malvagi, dichiarò così che tutti gli autori e tipografi dovevano permettere al consiglio privato o ai loro agenti di legge di poter leggere e censurare i libri, ancor prima della loro pubblicazione. Per favorire la censura, nel 1557 attraverso la regina Maria I, fu emanato un decreto reale con la riserva del diritto di stampa da parte della corona, attraverso una corporazione di stampatori di Londra. La corporazione aveva il diritto esclusivo di poter distribuire i libri. I componenti della corporazione distruggevano le opere clandestine e controllavano qualsiasi tipo di manoscritto. Solo dopo la loro supervisione veniva promulgato ed entrava a far parte del Registro ufficiale. Il copyright era applicato solo ai libri che passavano il controllo della corporazione.
L’atto di Unione che emanò la legge sul Copyright Act del 1709
Nel 1695 tale potere viene abolito e sotto la guida di Edward Clarke si andava a creare una proposta di legge per una migliore regolamentazione della stampa e delle macchine da stampa. Questo però non risolve il problema del copyright. Si venne a formare nel parlamento inglese nel 1707 un Atto di Unione che emanò la legge sul copyright Act del 1709. Un atto per l’incoraggiamento dell’istruzione, lasciando il possesso delle copie dei libri stampati agli autori, per un periodo sotto menzionato. Questo fu il preambolo per la creazione dello Statuto di Anna che attribuiva finalmente all’autore il diritto di stampa e di vendita dell’opera. La durata era quella di quattordici anni dopo la pubblicazione e dava protezione di ventun’anni per i libri pubblicati precedenti allo statuto. Lo statuto di Anna scade nel 1731 e diede luogo alla “Battaglia dei librai” che durò una trentina d’anni.
L’atto stabilisce l’incoraggiamento degli uomini istruiti a comporre e scrivere libri utili
Successivamente le norme sul copyright emanate furono la Convenzione di Berna, per la protezione delle opere letterarie e artistiche del 1967 e l’Accordo Trips del 1994, stabilita dall’organizzazione mondiale del commercio. Le Nazioni Unite tramite la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo all’articolo 27 cita che ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica letteraria e artistica di cui egli sia autore. Lo Statuto di Anna stabiliva che il copyright durasse solo 14 anni. Al giorno d’oggi la durata della protezione del copyright è di 50/100 anni dopo la morte dell’autore. L’atto stabilisce l’incoraggiamento degli uomini istruiti a comporre e scrivere libri utili. Lo statuto ha permesso agli scrittori di poter vivere con il loro lavoro e sanciva l’inizio della protezione del copyright.
Sabrina Baiocco
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