Aveva 82 anni ed era stata ricoverata lunedi all’ospedale San Giovanni di Dio di Fondi (Latina): è la prima vittima del virus West Nile in Italia. Residente e Nerola, in provincia di Roma, la donna è morta dopo aver passato alcuni giorni con febbre e stato confusionale.
Virus West Nile, prima donna morta nel Lazio

Attualmente sono registrati nel Lazio altri sei casi confermati, tutti nella provincia di Latina. La donna oggi deceduta non aveva altre malattie. Oltre a lei, contagiati un uomo di 63 anni e uno di 72, che sono in condizioni critiche. I sintomi sono neurologici, per la presenza di patologie pregresse. Entrambi sono ricoverati all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Sempre in provincia di Latina sarebbe morto anche un cavallo.
Per ora non ci sono correlazioni tra i vari contagi: l’unica caratteristica in comune tra i pazienti che hanno contratto il virus, arrivato e diventato endemico anche nel Lazio, è il fatto di vivere tutti in provincia di Latina. A sviluppare forme gravi della malattia finora sono state persone anziane. La notizia positiva è che il virus è trasmesso dalle zanzare e non si diffonde da persona a persona: raccomandate pratiche di prevenzione per ridurre l’esposizione alle punture di zanzare.
Le misure attivate nel Lazio
Lo scorso 17 luglio sono state attivate misure per il rafforzamento delle attività di sorveglianza e monitoraggio per la corretta gestione di eventuali casi sospetti. In particolare:
- la sensibilizzazione dei medici, dei veterinari del territorio, e il supporto clinico e di laboratorio alla gestione del paziente;
- disinfestazione mirata dei focolai larvali di zanzara Culex pipiens (entro un raggio di 200 metri dai luoghi di sospetta circolazione virale);
- informare i cittadini sull’importanza della prevenzione dalle punture di zanzara e sulla collaborazione per eliminare i focolai;
- considerare la diagnosi di West Nile nei pazienti con febbre di nuova insorgenza senza causa evidente;
- effettuare visite cliniche sugli equidi, nonché un’attività straordinaria di sorveglianza sierologica negli allevamenti situati intorno ai focolai sospetti o confermati.
Marianna Soru




